“La chiusura per oltre 20 anni di un grande stabilimento termale con un enorme bacino d’utenza è una vergogna di chi ha governato la città e la Regione”, “Il monopolio termale non crea posti di lavoro”. Questi soltanto alcune delle frasi scritte sui cartelli che questo pomeriggio, presso le ex terme Inps, “Solidarietà cittadina” ha affisso per protestare contro la chiusura dello stabilimento termale in questione. “Ogni anno- spiega Franco Marinelli di Solidarietà cittadina – ci riuniamo tutti gli ex termalismi. Eravamo oltre 100 a tempo indeterminato più altri 90/100 trimestrali. Anche oggi sono venuti a protestare con noi tanti ex trimestrali. Invece di fare il solito comunicato alla Regione, alla Provincia ed al Comune abbiamo pensato quest’anno di venire a protestare qui”. Marinelli ricorda come erano 5 mila gli assistiti all’anno. Vi erano 5 stabilimenti termali in tutta Italia. “Una legge impedì all’Inps di farli in proprio – spiega Marinelli – e vennero regalati ai Comuni di residenza. Gli altri 4 stabilimenti continuarono a lavorare senza alcuna chiusura. Soltanto Viterbo chiuse. Il sindaco d’allora era Fioroni ed uno dei consiglieri di maggioranza l’attuale sindaco Michelini”. Marinelli precisa anche come gli ex dipendenti delle terme Inps non ce l’abbiamo con Sensi, anzi “magari arrivassero altri dieci Sensi!”, in quanto la loro contrarietà è al monopolio termale. “Abbiamo tanta acqua da poter creare tanti stabilimenti, perché averne uno solo?” – si chiede Marinelli. “Sensi non deve minacciare di chiudere se riaprono le terme Inps o se si creano altri stabilimenti. Soltanto la sorgente delle Zitelleconta 40/50 litri d’acqua al secondo che va verso il fosso. Noi non ce l’abbiamo con Sensi, ma il monopolio non va bene in quanto anche l’utenza non ha scelta e viene danneggiata”. Il prossimo appuntamento di “Solidarietà cittadina” è per il 28 settembre quando, insieme all’Associazione il Bullicame di Giovanni Faperdue, terranno una passeggiata/protesta per il Bullicame. “La passeggiata – afferma Faperdue – si intitola “22 litri sono troppi”, in quanto i Sensi si lamentano che sono pochi. Ma loro sono stati abituati per oltre un ventennio ad avere tutta l’acqua a disposizione. Studi comunali hanno evidenziato come il punto massimo di utilizzo è di 43,7 litri al secondo, ovvero la stessa quantità con la quale si potrebbe trasformare piazza della Rocca nel mare di Viterbo. Con tutta questa acqua – incalza Faperdue – oltre ad usarla per la piscina e per le cure terapeutiche, una parte la utilizzano per il riscaldamento dell’albergo e dello stabilimento, facendola defluire in scambiatori di calore, in modo tale che l’acqua fredda diventa calda. Loro non vogliono rinunciare a questo privilegio e dicono che 22 litri al secondo sono pochi”. Faperdue poi cita una legge regionale che vieta l’uso geotermico delle acque termali. “La concessione dell’acqua fu data dal Comune di Viterbo 26 anni fa e parlava di 14 litri al secondo che le terme dei Papi potevano usare per qualsiasi scopo. Dopo ci fu questa legge regionale così come ci fu quella che vietò di aggiungere cloro alla piscina termale. Il bacino di Chianciano terme, che è molto conosciuto, registra 12/14 litri al secondo. Noi abbiamo un bacino di 100 litri al secondo, di cui 70/80 utilizzabili e di questi 43 vanno nelle Terme dei Papi. Se noi riuscissimo a mettere a posto questi quantitativi potremmo creare la città termale. Del resto il termalismo la farà da padrone nelle prossime mete turistiche. Dobbiamo, quindi, cercare di fare più stabilimenti. Oggi abbiamo solo le Terme dei Papi, che ha organizzato uno stabilimento a livello curativo davvero con i fiocchi. Ma dobbiamo fare pluralismo termale, concedere la licenza a chi fa cure termali, a chi fa alberghi termali, a chi fa pozze termali. Bisogna creare un’offerta variegata. A questo punto potremmo diventare città termale”.
Wanda Cherubini

