centriNei Centri sociali Ancescao gli anziani trovano benessere e felicità. A questi risultati è giunto il progetto di ricerca “Centri sociali Ancescao: benessere, empowerment, inclusione e relazioni”, realizzato dal dipartimento Disucom dell’ateneo della Tuscia in collaborazione con l’Ancescao di Viterbo. La ricerca è stata presentata questa mattina presso l’Aula Magna del Dipartimento, alla presenza del Magnifico Rettore Alessandro Ruggieri, del prof. Platania, direttore del Disucom, del prof. Giovanni Fiorentino della direzione scientifica, ell’ideatore e project manager Tony Urbani e della prof. Simona Fallocco, per la supervisione scientifica e di Valentino Piana, per le analisi dati. Presenti il presidente dell’Ancescao di Viterbo ed il vice presidente vicario, rispettivamente Nando Picchetto e Gianfranco Zamperini. Il Comune di Viterbo ha partecipato con l’assessore ai Servizi sociali, Fabrizio Fersini. La ricerca, oltre alla collaborazione tra l’ateneo e l’Ancescao provinciale, ha visto il coinvolgimento dei Comuni di Civita Castellana, Soriano nel Cimino e Tarquinia. Per Civita Castellana era presente l’assessore comunale Antonio Zezza. La Asl di Viterbo ha aderito al progetto mettendo a disposizione al team di ricerca la dott.ssa Elettra Annarita Lazzaroni. Il progetto è stato patrocinato dalla Provincia di Viterbo. “Tutti i temi che riguardano la società sono importanti per il nostro ateneo – ha esordito il Rettore – Il ruolo dell’università è proprio quello di toccare argomenti meno importanti dal punto di vista mediatico, ma che riguardano la vita reale dei cittadini e che, quindi, meritano tutta la nostra attenzione”. Il prof. Platania ha parlato di “eccellenza delle eccellenze”, visto che il Dipartimento ha una vocazione per il territorio e questa ricerca fa capire l’importanza della terza età. “ I risultati – ha commentato il prof. Platania – ci confortano e ci dicono quanto questo lavoro sia di aiuto agli anziani”. L’assessore Zezza ha evidenziato come dalla ricerca emerga che “gli anziani possano essere anche utilizzati come collaboratori con le amministrazioni locali”. “Da parte mia – ha proseguito – c’è tutta la volontà di approfondire questo tema e l’Ancescao di Civita Castellana è sempre attivo in questo senso”. “Per molti anni – gli ha fatto eco l’assessore Fersini – si è considerato l’anziano non come in’opportunità, ma come qualcuno da non attenzionare. Al contrario questa ricerca contribuisce a riportare al centro dell’attenzione l’anziano come un’opportunità. Le generazioni più giovani – ha sottolineato Fersini – hanno bisogno di questa saggezza che non può rimanere accantonata”. L’assessore ha, quindi, rimarcato l’importanza di fare rete, perché soltanto così, in questo periodo di indigenza, è possibile rispondere in maniera migliore ai servizi per il territorio”. Il vice presidente vicario Zamperini ha evidenziato come l’associazione conti 1400 centri sociali ed oltre 400 mila iscritti. “Ci stiamo interrogando da anni su come poter rispondere al meglio alle esigenze degli anziani – ha affermato – e questa ricerca ha evidenziato come i nostri iscritti avvertano quella sensazione di benessere che è uno dei nostri obiettivi. Non si tratta di un benessere solo fisico perché oggi l’anziano ha bisogno di essere ancora attore di questa società”. “L’università ci ha dato la forza ed il coraggio per andare avanti – ha aggiunto Picchetto – perché ci ha fatto scoprire con questa ricerca che i Centri anziani li gestiamo bene. La provincia di Viterbo è la più sensibile a ciò, tanto che non esiste un paese del Viterbese che non abbia un suo Centro anziani.  Qui gli anziani dialogano tra loro, non si sentono soli e sono più felici”. La prof.Falocco ha evidenziato come gli anziani di oggi partecipano alla vita dei loro figli, fanno da ammortizzatori sociali. Ma ci sono anche anziani soli ed in questi casi la cura delle relazioni interpersonali gioca un ruolo fondamentale. Ed è proprio qui che entrano in gioco i Centri Ancescao, che restituiscono benessere, felicità con ricadute positive non solo per loro stessi, ma per la società tutta con un risparmio anche di risorse. “La ricerca scardina gli stereotipi sugli anziani – ha evidenziato Urbani – e ci dimostra che si può fare meglio spendendo di meno”. I dati della ricerca sono stati esposti da Piana. L’indagine si è basata sulla somministrazione di interviste a 11 presidenti dei Centri sociali anziani, scelti per distribuzione territoriale. I ricercatori hanno somministrato 393 questionari divisi in 6 aree tematiche e 242 domande. Il 79% degli intervistati ha risposto che percepisce la propria vita migliorata dall’iscrizione alll’Ancescao. Il 74% incontra di solito gli amici all’Ancescao, mentre il 41,5% in piazza o all’aperto. Inoltre, alla domanda “Quanto si sente felice e soddisfatto della sua vita, in una scala da 1 a 10″, il 55% degli iscritti Ancescao ha dichiarato un livello molto elevato (tra 8 e 10). Infine, è stato evidenziato un guadagno di qualità della vita e della salute per gli iscritti con un grande risparmio per il sistema sanitario. Il rafforzamento, quindi, dei rapporti tra le diverse istituzioni ed associazioni del territorio che convergono sulle fasce d’età abbracciate dall’Ancescao porterebbe ad un’implementazione di qualità dei servizi offerti con significative economie territoriali.

Wanda Cherubini