L’autorità europea per la sicurezza aerea e la Commissione Ue stanno valutando con l’industria aeronautica e gli Stati membri la possibilità di raccomandare alle compagnie aeree la presenza costante di due membri dell’equipaggio nella cabina di pilotaggio. La misura è già stata annunciata da alcuni vettori dopo il disastro in Francia del volo Germanwings, ma ora le autorità europee stanno esaminando varie opzioni per aumentare la sicurezza.
“Al momento stiamo considerando misure di breve termine -ha spiegato un funzionario europeo- come il numero di persone in cabina di comando. Abbiamo avviato una consultazione sulla possibilità e sulla fattibilità di misure simili”. Finora la regola delle due persone in cabina era obbligatoria per gli aerei che non dispongono di una videocamera che permetta al pilota di vedere chi c’è alla porta della cabina. In quel caso il copilota può alzarsi a controllare. La regola delle due persone è stata introdotta per prevenire intrusioni in cabina.
I funzionari Ue sottolineano che “è ancora troppo presto per avviare una revisione dettagliata delle regole. Se necessario sarà fatta, ma aspettiamo maggiori dettagli dalle indagini tecniche” in corso sul disastro del volo Germanwings. “Prenderemo eventuali decisioni non appena saranno chiari tutti i dettagli e le circostanze” dell’incidente in Francia. In ogni caso l’Easa, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, può emettere soltanto raccomandazioni non vincolanti per le questioni che non sono legate alla navigabilità di un aereo.
La raccomandazione dell’Easa è attesa in giornata. Diverse compagnie aeree, a cominciare da Alitalia ed Easyjet, ieri, e, oggi, Wizzair, hanno di fatto anticipato questa decisione. In questo modo, anche per le compagnie europee viene introdotto l’obbligo introdotto dalla statunitense Faa, Federal Aviation Administration, con l’installazione a bordo delle porte blindate del cockpit, come protezione dell’equipaggio da attacchi dall’esterno.
“Questa procedura – spiega il direttore della regolazione tecnica dell’Enac Alessandro Cardi – inizialmente è stata applicata da tutte le compagnie quando, subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle, sono state introdotte nuove misure urgenti di security, a cominciare da quella più importante dell’introduzione delle porte blindate con sistema di apertura/chiusura dall’interno. Se un pilota avesse dovuto alzarsi e uscire dal cockpit, l’altro pilota avrebbe dovuto rimanere sempre ai comandi. Ma poi, nel caso di richiesta di accesso in cabina di pilotaggio, avrebbe dovuto alzarsi e lasciare i comandi incustoditi”. Per evitare il verificarsi di questa fattispecie, “veniva richiesta la presenza di un membro dell’equipaggio di cabina che presidiasse la porta”.
Poi sono arrivate le videocamere che hanno consentito di introdurre delle novità nell’applicazione delle procedure. “Successivamente – riferisce Cardi – sono intervenute le videocamere che inquadravano chi era alla porta. A quel punto, il pilota ai comandi era in grado di verificare, attraverso la videocamera, chi fosse alla porta e decidere, rimandendo ai comandi, se consentire o meno l’accesso in cabina”. La Faa ha, invece, mantenuto l’obbligo di almeno due persone nel cockpit per tutti questi anni.


