Rotherham, Inghilterra –  È in programma oggi, giovedì 28 novembre, l’’elezione suppletiva per eleggere un nuovo deputato alla Camera dei Comuni. Lo UKIP ha un suo candidato. Lo UKIP è il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito. Vuole portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea, perché ritengono essere un ente non-democratico. Il suo leader, Nigel Farage, ha fatto dei discorsi memorabili al Parlamento Europeo, che sono diventati un cult su YouTube.

Lo UKIP ha 12 membri del Parlamento Europeo (è uscito come secondo partito britannico nelle elezioni del 2009, battendo i laburisti e i liberal-democratici), qualche consigliere comunale, tre membri della Camera dei Lords, ma finora nessun deputato ai Comuni. Attualmente gode di un 10 per cento di consensi popolari anche nelle intenzioni di voto per Westminster, ma è molto difficile far eleggere deputati di partiti meno grandi a causa del sistema di voto uninominale secco. Oltre a voler ristabilire l’indipendenza del Regno Unito, politicamente lo UKIP è di ispirazione più o meno thatcheriana.
Pochi giorni fa, un’assistente sociale che lavora per il Consiglio comunale di Rotherham ha deciso di togliere immediatamente tre bambini che da otto settimane erano in affidamento a una coppia di Rotherham, e che accoglievano bambini in affidamento negli ultimi sette anni con successo e nessuna lamentela.
Motivo? Era emerso che la coppia in questione era iscritta allo UKIP. L’assistente sociale ha detto alle telecamere che UKIP «è contro il multiculturalismo», vorrebbe dei controlli sull’immigrazione, e per implicazione sarebbe perciò “razzista”, quindi i suoi iscritti sarebbero inadatti a tenere dei bambini in affidamento.
Il Consiglio comunale di Rotherham è laburista.
L’uragano di indignazione popolare sollevato da questo atto arbitrario e la sua amplissima pubblicizzazione dai media britannici, le vibrate dichiarazioni di dissenso da parte di importanti esponenti politici, compreso lo stesso Ed Miliband leader nazionale del partito laburista, rischiano di far vincere il candidato UKIP proprio oggi, giovedì. Se c’è una cosa che fa veramente arrabbiare il popolo britannico sono le azioni “unfair” (ingiuste) da parte di un potere dello Stato.
In tal caso, il partito che vuole l’indipendenza del Regno Unito avrebbe finalmente una voce alla Camera dei Comuni. Secondo i sondaggi oltre la metà dei cittadini britannici sono d’accordo con questo obiettivo.
E anche se non vince il seggio, oramai è riconosciuto da tutti che lo UKIP, con il suo 10% – in crescita – è una forza con cui i conservatori devono fare i conti. Ha il potere quantomeno di far perdere decine di seggi marginali ai Tory, come già ha fatto nel 2009. Diversi Tories stanno proponendo un patto elettorale fra conservatori e UKIP, secondo cui i Tories dovrebbero promettere un referendum sulla posizione del Regno Unito nell’UE, se i sostenitori dello UKIP voteranno Tory alle prossime elezioni generali nel 2015. I “backbenchers” (i peones parlamentari) conservatori sono in rivolta contro la direzione del partito e reclamano una posizione più dura sull’Europa.
Sono queste le pressioni che hanno costretto David Cameron a minacciare il veto al budget europeo. I leader e i membri dello UKIP non sono convinti, però, soprattutto finché Cameron rimane leader. Egli aveva promesso un referendum sul Trattato di Lisbona, ma poi dopo le elezioni si è rimangiato tutto. Si teme che non sia un uomo di parola.

Ecco la risposta del leadership di UKIP (bisogna conoscere l’inglese per capire i discorsi):
http://www.telegraph.co.uk/news/politics/ukip/9703131/Nigel-Farage-Ukip-at-war-with-Conservatives-over-David-Cameron.html
http://www.telegraph.co.uk/news/politics/ukip/9702948/Ukip-deputy-leader-Paul-Nuttall-No-deal-with-Conservatives-while-David-Cameron-is-leader.html

 

Torquil D. Erikson