Da decenni il rischio dei pirati non era più calcolato dagli armatori, che si limitavano ad assicurare navi, equipaggi e carichi solo contro i rischi generici. Ora i ‘Lloyds’ di Londra hanno sentito il bisogno di lanciare un prodotto specifico anche per risanarsi: un’assicurazione anti-pirati del mare che nella sua polizza tipo rimborsa il riscatto, le spese legali e anche quelle per far arrivare i soldi ai sequestratori. Ma si può aggiungere anche il mancato guadagno dovuto all’immobilizzazione del natante, e anche la possibilità di ricevere l’assistenza di esperti per gestire la crisi. In qualche modo, il boom della pirateria fornisce ora un’occasione per rilanciare il business assicurativo. Tutto questo ovviamente ha un costo. In un solo anno i premi assicurativi sono aumentati di dieci volte, e adesso transitare via Golfo di Aden può costare fino a 30mila dollari. Un costo che però rientra ancora nella convenienza di seguire quella rotta per i collegamenti tra Europa e Asia rispetto al pagarsi una scorta armata, che ha un costo che si aggira intorno ai 100mila dollari o rispetto a seguire la rotta alternativa che circumnaviga l’Africa, che tra carburante, stipendi e tempo di percorrenza maggiore può venire a costare anche fino a 2milioni di dollari. Hanno pensato proprio a tutto. Anche la copertura massimale è limitata: non più di 3milioni di dollari. Il costo medio di un riscatto è intorno al milione di dollari il resto viene ‘incassato’. Oltretutto salta all’occhio un altro fatto, è impensabile che i pirati facciano avanti e indietro per il Golfo di Aden alla ricerca di una nave mercantile da abbordare. Qualcuno ha ipotizzato che possano ricevere informazioni da terzi sulle navi in transito e sul loro carico dando poi loro modo di organizzare l’agguato. Nulla di più inesatto. Siamo nel terzo millennio e le tecnologie sono all’avanguardia infatti esiste un servizio, attivato nel dicembre 2007 e per giunta gratuito, che copre quasi tutto il pianeta e mostra in tempo reale la posizione di tutte le navi. Si chiama ‘Marinetraffic’ e il suo link è: http://marinetraffic.com/ais/. Il sistema è basato su sistema AIS, Automatic Identification System, e raccoglie la situazione attuale sulle navi attraverso le frequenza VHS. Esso inoltre si avvale delle mappe di Google che possono essere ingrandite o ridotte per vedere un area più o meno grande del nostro mondo e mostrano tutte le navi in transito in quell`area distinte anche per categoria, ad esempio Navi passeggeri, aliscafi, cargo, petroliere ecc. Cliccando poi, su una nave se ne possono vedere le caratteristiche e a volte anche la foto. Una parte del sito è dedicata proprio alle navi e cliccando su una di queste se ne può vedere l`attuale destinazione e determinarne la posizione nel mondo. L’intento di questo servizio è quello di voler aiutare per esempio chi aspetta merci provenienti dall`estero o monitorare l`amico in crociera o dove sia in questo momento una persona cara in giro per i mari. Il servizio monitora anche i porti e sul sito c`è un forum di discussione. Essendo ‘gettonatissimo’ è molto lento e a volte si fatica anche ad entrarci ma dopo diventa interessantissimo e utilissimo. Analogo servizio è fornito anche sul sito http://aprs.fi/.
Ferdinando Pelliccia

