Milano, 25 mag. Andrei Mironov, l`attivista russo ucciso insieme ad Andrea Rocchelli nella zona di Slovyansk in cui in questi giorni lavoravano insieme, aveva imparato l`italiano nel gulag della Mordovia in cui era stato detenuto in epoca sovietica dopo una condanna per la diffusione di samizdat. Da sempre è in prima linea: per denunciare gli abusi delle forze russe in Cecenia, dove aveva lavorato anche con Rocchelli ai tempi del secondo conflitto, la speculazione edilizia selvaggia nel centro di Mosca, con la distruzione delle case storiche degli Stagni del Patriarca che portava ogni visitatore a vedere con i propri occhi, o nelle battaglie di sensibilizzazione per la catastrofe ambientale del Lago d`Aral.

 

(Adnkronos)