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Quello del respingimento dei civili da parte delle forze di sicurezza irachene sta diventando un fenomeno diffuso e pericoloso. Ai posti di blocco alla periferia delle città che sono sotto attacco dei miliziani filo al Qaeda le forze di sicurezza irachena impediscono ai civili di passare. A volte il respingimento avviene anche ricorrendo alle armi. Questo, ha in diversi casi provocato delle vittime tra i civili in fuga.  In merito il portavoce per l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, Unhcr, Adrian Edwards ha riferito che le forze di sicurezza irachene a Mosul hanno ucciso fino a 30 civili nel tentativo di impedire loro di lasciare la città.  Da quando in Iraq è esplosa in tutta il suo dramma la battaglia tra forze di sicurezza irachene e miliziani islamici filo al Qaeda le popolazioni civili sono in fuga dai territori in cui si combatte.  Secondo fonti ONU la gente scappa abbandonando ogni loro avere nella speranza di salvarsi- Ad Erbil e Duhok in pochi giorni sono giunte migliaia di persone portando con loro poche cose e a volte solo i vestiti che indossano. Molte famiglie hanno trovato rifugio in scuole, moschee, chiese e palazzi incompiuti. Un campo di fortuna è in allestimento vicino al checkpoint Khazair, a circa 40 chilometri da Mosul. Negli ultimi due giorni, l’UNHCR ha riferito di aver distribuito tende e teli di plastica, kit igienici e altri oggetti di soccorso a oltre 300mila sfollati. Si stanno organizzando anche pasti caldi e la distribuzione di altri alimenti.  Molti, in tanti hanno raccontato dei respingimenti e dei loro tentativi di passare i posti di blocco per sfuggire al dramma della guerra e di come le forze governative iracheni tentino in ogni modo di impedire ai civili di fuggire abbandonando i territori dove si combatte. L’ONU ricorda che  in guerra si deve rispettare, proteggere e soddisfare i bisogni fondamentali delle popolazioni civili. Secondo Rupert Colville, portavoce delle Nazioni Unite Alto Commissario per i Diritti Umani non si conosce ancora il numero esatto  delle vittime civili, ma i rapporti ricevuti dal dell’UNAMI, la Missione delle Nazioni Unite in Iraq, tendono a ritenere che il numero delle persone uccise può essere di diverse centinaia e il numero dei feriti intorno ai mille. Colville ha riferito anche di  rapporti che confermano che le forze governative hanno commesso eccessi, in particolare il bombardamento di aree civili, durante gli scontri del 6 e del 8 giugno a Mosul, provocando un gran numero di vittime tra i civili.