AndreaZambaldiL’alpinista italiano Andrea Zambaldi è morto travolto da una valanga. Con lui erano in cordata altri due alpinisti, Sebastian Haag, travolto e ucciso anche lui, e Martin Maier ambedue tedeschi. I tre facevano parte di una spedizione, la ‘Double 8’, che stava salendo verso la cima himalayana. La ‘Double 8 Expedition’ è il tentativo da record di scalare due 8mila, il Shisha Pangma e il Cho Oyu entro una settimana, coprendo i 170 km di distanza tra le due montagne in mountain bike e seguendo percorsi di trekking. Le risalite sulle vette sono sempre senza ossigeno supplementare. La tragedia si è consumata ieri a oltre 8mila metri di quota sullo Shisha Pangma, erano quasi in cima. Erano quasi giunti in cima. In un primo momento  i due alpinisti erano dati per dispersi. Poi, i loro corpi senza vita sono stati ritrovati a circa 600 metri più sotto trascinati dalla valanga.  Zambaldi, che si definiva uno sportivo polivalente aveva 32 anni,  veronese di adozione, era partito il 20 agosto scorso da Monaco di Baviera per intraprendere questa nuova avventura che si doveva concludere il 5 ottobre prossimo ed invece, si è conclusa ieri nel più tragico dei modi. La pagina del blog dove Andrea Zambaldi  teneva il diario della spedizione raccontando l’avventura che stava vivendo si legge nel suo ultimo post una fase quasi premonitrice: “La neve rende l’avanzata molto dura. Nelle parti più ripide si sprofonda fino all’anca o al torace. Tra poco vedremo l’ultima parte dello Shisha Pangma. Speriamo che la montagna ci dia una possibilità di salita”. La montagna questa possibilità gliela ha negata.

Ferdinando Pelliccia