Presentato stamani, a Palazzo dei Priori, il V Convegno internazionale dei piccoli musei, che prenderà avvio questo pomeriggio, alle ore 15, presso il Museo nazionale etrusco, Rocca Albornoz. Il convegno terminerà domani e vedrà la presenza di numerosi relatori, tra cui alcuni rappresentanti della Slovenia e del Brasile. Un’occasione di confronto tra le diverse realtà museali italiane, quello che rappresenta il convegno di oggi, volto a studiare in collaborazione le migliori strategie per promuovere i piccoli musei di cui è ricca anche la Tuscia, vantandone una settantina. L’assessore comunale alla Cultura Antonio Delli Iaconi ha preso spunto dalla presentazione del convegno di oggi per annunciare l’imminente riapertura (ad ottobre, ndr.) del Museo civico di Viterbo, chiuso per diversi anni. “Ci avvarremmo anche della collaborazione dell’associazione dei Piccoli musei – ha specificato l’assessore – Il nostro obiettivo è fare in modo che la gente possa frequentare i musei e, proprio, su questa linea di indirizzo, lo scorso anno, a Natale, Palazzo dei Priori ha ospitato le opere di Sebastiano del Piombo, in sala Regia. Una di queste tele, “La Pietà” dal prossimo dicembre fino a giugno sarà a Vicenza e ciò ci fa piacere, in quanto l’opera lo merita”. Ha preso, quindi, la parola il presidente della Fondazione Carivit, Mario Brutti, che ha ricordato come in Italia vi siano circa 4600 musei. Di questi ben 1600 non hanno neanche un dipendente ed altri 900 ne contano al massimo uno. “Più della metà dei musei italiani sono piccolissimi – ha rimarcato Brutti – e la complessità non sta tanto nell’aprirli quanto nel gestirli. Questo convegno dovrebbe contribuire a creare un senso di una cultura condivisa , integrata di museo”. Caterina Pisu, coordinatrice nazionale dell’associazione nazionale Piccoli Musei, ha precisato come il convegno, annuale, venga generalmente svolto in zone diverse d’Italia e come quest’anno, sia stata proprio l’associazione a proporre Viterbo come sede del meeting. “ In provincia di Viterbo ci sono circa 70 musei – ha ricordato – L’assessore Delli iaconi ha accolto con entusiasmo la nostra porposta ed il Comune ci ha finanziato quasi completamente le spese”. E’ stata, quindi, la volta dei ringraziamenti a Francesca Ceci, funzionario dei Musei capitolini e coordinatrice regionale APM Lazio che, insieme a Laura Patara, operatrice turistica, hanno collaborato a questo evento. Un ringraziamento è, quindi, andato a Giulio Curti, responsabile I-Cult Bic Lazio di Viterbo ed alle due associazioni Archeoares ed Acheotuscia. Ha,quindi, annunciato la presenza di molti studiosi in questi due giorni di convegno, augurandosi che i lavori di quest’anno possano essere poi pubblicati, grazie al supporto finanziario della Fondazione Carivit. Curti ha espresso soddisfazione per il fatto che Viterbo diventi per due giorni la capitale museale italiana ed ha aggiunto: “C’è stata la volontà di essere di supporto a questa iniziativa, così importante per il territorio. Il nostro incubatore è comunque un luogo , dove al di là della piazza della cultura, vi è sempre più quella dell’innovazione e sul tema dell’innovazione nel turismo siamo molto legati”. “Soltanto la cultura – ha esordito Francesca Ceci – potrebbe contribuire ad evitare questo sfacelo politico, morale e religioso presente nel mondo. I musei potrebbero contribuire a creare una coesione tra la gente ed il proprio territorio. Bisogna ripensare ad una politica non solo per i grandi, ma anche per i piccoli musei, che dovrebbero essere dei luoghi di vita. I direttori dei musei devono avere un amore per il loro patrimonio, che deve anche andare oltre il loro compito istituzionale. Deve cambiare la mentalità: anziché spendere ad esempio in fuochi d’artificio si potrebbero utilizzare gli stessi soldi per restaurare qualche opera d’arte locale”. Infine, Ceci ha annunciato che domani pomeriggio, alle ore 17, presso l’I- Cult Bic Lazio, si terrà il “Focus Tuscia” , un incontro con i direttori dei musei della Tuscia.
Wanda Cherubini

