bandierapirataUn sottomarino è stato inviato dalla Cina nel Golfo di Aden. Il mezzo, con motori diesel, appartenente alla classe Song, SSK,  è salpato dalla base sottomarina cinese sull’isola di Hainan la scorsa settimana e dovrebbe arrivare a destinazione a fine mese. Al suo arrivo si unirà al contrasto armato alla pirateria marittima. Nel mare del bacino somalo è già operativa in servizi di pattugliamento una Task Force della Marina Militare cinese a cui ora andrà ad aggiungere questo sottomarino. Son ben 42 i Paesi che hanno inviato le loro navi da guerra nel bacino somalo e Oceano Indiano nel nome del contrasto ai pirati somali definita dall’Onu. In linea generale ogni Paese ha potuto costituire una sua Task Force e inviarla nel mare di pirati affermando di volerla impiegarla a difesa delle proprie navi commerciali di bandiera. Un mare lungo il quale corrono rotte commerciali importantissime e che collegano l’Europa all’Asia. Come spesso accade in casi del genere la presenza del sommergibile nel mare al largo del Corno D’Africa ha suscitato le preoccupazione dell’India e degli altri Paesi costieri regionali. Questi Paesi tendenzialmente diffidano della Cina quanto si impegna in operazioni al di fuori dei suoi confini. Preoccupa molto il fatto che il  tentativo in atto di espandersi nel Pacifico occidentale e nel Mar Cinese Meridionale possa allargarsi anche all’Oceano Indiano. La Cina  sta compiendo forti investimenti, specie in infrastrutture portuali, in porti dello Sri Lanka e Pakistan. Pechino si è giustificata spiegando che la Cina ha bisogno di strutture logistiche per le sue navi schierate lungo le linee marittime di comunicazione.

Ferdinando Pelliccia