I 7 marittimi indiani trattenuti in ostaggio dai pirati somali per quattro anni e liberati il 30 ottobre scorso sono giunti in India nello stato federale del Maharashtra. Il loro aereo è atterrato ieri all’aeroporto internazionale di Chhatrapati Shivaji di Mumbai. I sette erano parte dei membri dell’equipaggio della MV Asphalt Venture. La nave venne catturata dai pirati somali, insieme al suo equipaggio, nell’Oceano Indiano il 28 settembre del 2010 mentre era in navigazione dal Kenya verso il porto di Durban in Sudafrica. I sette marittimi indiani erano rimasti nelle mani della gang del mare anche dopo che, per il rilascio della loro nave, era stato pagato un riscatto di 3,5 mln di dollari. Essi vennero trattenuti dai pirati somali come gesto di ritorsione per l’arresto, compiuto in quel periodo, di oltre 100 pirati somali da parte della Marina Militare indiana. I predoni del mare somali che li trattenevano in ostaggio si erano rifatti vivi lo scorso mese di luglio chiedendo in cambio del loro rilascio del denaro e anche il rilascio di alcuni loro compagni detenuti nelle carceri indiane. Non ci sono conferme se le loro richieste sono state esaudite. Due dei sette marittimi sono originari dello stato federale del Kerala, ormai noto a tutti per la vicenda che lo lega ai due marò. Gli altri sono dell’Andhra Pradesh, del Maharashtra e del Punjab. Subito dopo l’arrivo i sette sono stati sottoposti ad esami medici. Ad attenderli i familiari felici di riabbracciarli dopo 4 anni di prigionia. Una prigionia che li ha segnati molto sia nel corpo sia nella mente. I marittimi sono rimastati traumatizzati da questi lunghissimi 4 anni di prigionia e sono apparsi sottopeso, con numerosi traumi e affetti da infezioni della pelle.
Ferdinando Pelliccia

