La-Mafia_come_soggetto_politicolocandinaPresso la Biblioteca del Seminario a Caserta giovedì 13 novembre alle ore 18,00 presentazione del libro ‘La Mafia come soggetto politico’  di Umberto Santino. Santino è direttore del centro Peppino Impastato di Palermo ed è ritenuto il più importante studioso del fenomeno mafioso in Sicilia. Il libro affronta il delicato e attualissimo tema della relazione strutturale tra mafia e politica in Italia. Un tema che anche in Campania e nella città di Caserta appare come vera emergenza civile. La camorra non è anti-Stato, ma una realtà invasiva nello Stato stesso. Non poche amministrazioni locali della provincia di Caserta hanno mostrato negli anni non solo un permeabilità nei confronti delle associazioni criminali, ma sono risultate totalmente sottomesse alle direttive economiche delle stesse associazioni. Gli amministratori onesti hanno contemporaneamente subito minacce, isolamenti e persecuzioni spesso da quegli stessi partiti che ufficialmente avrebbero dovuto sostenere l’impegno per la legalità. Come scrive Umberto Santino occorre de-criminalizzare il potere e de-istituzionalizzare la camorra. Le cronache parlano di “trattativa” tra mafia e Stato come di un fatto eccezionale. In realtà il rapporto tra mafia e istituzioni è una costante della storia del nostro Paese. In questo scritto la mafia viene analizzata alla luce delle riflessioni dei maestri della sociologia e la sua soggettività politica si dispiega con un duplice profilo: essa come associazione criminale si può definire “gruppo politico”, avendo un suo ordinamento, una dimensione territoriale e un apparato in grado di assicurare l’osservanza delle sue norme; con il suo sistema di rapporti concorre alla produzione della politica, determinando le decisioni e le scelte relative alla gestione del potere e alla distribuzione delle risorse. Se si può dire che finora non c’è stato Stato senza mafia e mafia senza Stato, un cambiamento di rotta si potrà avere solo se si incrociano due percorsi: la de-criminalizzazione del potere, attraverso una profonda democratizzazione, e la de-istituzionalizzazione della mafia. Una sfida aperta, un’ipoteca sul presente e sul futuro.