Sono state due le esplosioni che hanno sconvolto negli ultimi giorni prima la quotidianità nella città di Maiduguri capitale dello stato federale di Borno e poi, quella di Potiskum nel vicino stato di Yobe. Una delle due esplosioni è stata causata da una bambina bomba che si è fatta esplodere lo scorso lunedì in un mercato nell’ora di punta, quando era affollato di clienti e commercianti. Sono morte almeno 19 persone e molte altre sono rimaste ferite. Tra i morti alcuni vigilantes. Sembra che siano stati proprio questi ultimi i principali obiettivi dell’attentato. Una punizione per il loro forte impegno al fianco dei militari nella lotta ai ribelli islamici. Non è stata la prima volta che il mercato di Maiduguri viene insanguinato e sempre di lunedì. Il primo dicembre scorso lo stesso mercato era stato coinvolto in un altro attentato terroristico. In quella occasione erano state uccise 10 persone. Ancora prima, il 24 novembre in un altro attentato erano morte 45 persone. Nel pomeriggio è esplosa un auto bomba. Il veicolo sospetto era stato fermato ad un posto di blocco poco fuori della città di Potiskum, nello stato di Yobe. L’esplosione è avvenuta dopo che mezzo e conducente erano stati condotti, per controlli, in una stazione di polizia. Due agenti, tra cui un ufficiale, sono morti a causa dell’esplosione. Questi due episodi sono avvenuti ad una settimana dal sanguinoso attacco dei ribelli di Boko Haram al villaggio di pescatori di Baga, ed altri piccoli centri nel nord dello stato di Borno. Un sanguinoso attacco costato la vita a migliaia di persone e che per questo motivo è stato definito il peggiore da quando in Nigeria, oltre sei ani, è in corso una sanguinosa insurrezione contro il governo centrale nigeriano.

