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Un’escalation di violenza si sta scatenando in questi giorni in Nigeria:

11 gennaio 2015, due donne nello stato nord orientale di Yobe si fanno saltare in aria. 4 morti e 20 feriti;

10 gennaio 2015, bimba kamikaze si fa saltare in aria nella città di Maidougouri nello stato di Borno. 10 morti;

8 gennaio 2015, strage nella città di Baqa. 2.000 morti.

A febbraio 2015 in Nigeria ci saranno le elezioni presidenziali e questo è il clima di tensione creato ad arte da Boko Haram. Minacce sono state anche lanciate contro il Camerun che ha bombardato le basi di Boko Haram in Nigeria.

La situazione è grave sia dal punto di vista nazionale che internazionale. Paul Biya, presidente del Camerun, ha lanciato l’appello alla comunità internazionale per focalizzare l’attenzione sulla sfida lanciata dall’organizzazione jihadista.

La destabilizzazione della Nigeria, in questa fase elettorale, potrebbe portare a gravi conseguenze nazionali ed  internazionali e aprire un nuovo fronte nella lotta al terrorismo internazionale.

Apurimac Onlus ( www.apurimac.it ) opera in Nigeria fin dalla metà degli anni Duemila a sostegno del processo di pace e di risoluzione dei conflitti nella città di Jos, capitale del Plateau State. Ha fatto fronte a numerosi conflitti interetnici e interreligiosi proponendosi come attore principale in attività di peacebuilding, conflict resolution e community building. Sostenere le vittime del conflitto, ricostruire un dialogo di pace e di convivenza tra comunità in conflitto è l’obiettivo degli interventi di Apurimac Onlus in Nigeria. Per questo motivo Apurimac Onlus richiede l’attenzione della comunità internazionale affinché si ponga fine al clima di terrore che pervade tutto il Paese. Fermare la violenza per sostenere il processo democratico di pacificazione dal basso è un atto dovuto che la società civile nigeriana merita.