In Venezuela un connazionale, Vincenzo Scarano Spisso, Sindaco di San Diego, un piccolo comune dello Stato venezuelano di Carabobo, da 302 giorni vive un dramma insostenibile. Enzo Scarano, che è anche un imprenditore, è titolare di un’azienda di trasporto, è stato accusato di non aver obbedito, nel febbraio del 2014, alle autorità centrali venezuelani che gli avevano ordinato di non permettere proteste e barricate nel Comune di San Diego dove lui è Sindaco. Per questa colpa Scarano nel marzo del 2014 è stato condannato alla sospensione dalla carica di Sindaco e a 10 mesi e 15 giorni di carcere condanna che nei giorni scorsi è stata poi, convertita in arresti domiciliari. Il 16 gennaio scorso infatti, la detenzione dell’ex sindaco è stata trasformata per motivi di salute. Scarano infatti, deve sottoporsi ad intervento chirurgico d’urgenza per l’inserimento di una sonda dato che soffre di problemi al sistema urinario. Per molti, e non solo simpatizzanti ed amici dell’ex Sindaco, le accuse mosse nei confronti del politico italo-venezuelano sono prive di fondamento. E’ opinione comune che i suoi avversari politici non riuscendo a sconfiggerlo alle urne hanno deciso di agire in maniera diversa. Scarano che è a capo del partito ‘Cuentas Clarasera’ era al suo terzo mandato da Sindaco nel piccolo comune dello Stato venezuelano di Carabobo. Addirittura la terza vota, nel 2013, era stato eletto con oltre il 73% dei voti. In Venezuela è da tempo in corso una vera e propria ‘caccia alle streghe’ e in tanti vengono arrestati e processati e anche condannati per aver, anche in maniera presunta, partecipato a manifestazioni di protesta di Piazza o di averle sostenute. Della caso Scarano da tempo si interessa anche la Farnesina in quanto l’ex Sindaco è in possesso della doppia cittadinanza. Non è la prima volta che in Venezuela italiani o italo-venezuelani vengono coinvolti in episodi legati alle manifestazioni di piazza in corso nel Paese e a volte anche incarcerati. Attualmente per gli stessi motivi dell’ex Sindaco di San Diego è in carcere anche il capo della Polizia Municipale della stessa cittadina. Si tratta di un altro italo-venezuelano, Salvatore Lucchese. Dalla morte del ‘suo presidente’, Ugo Chavez, il Venezuela è precipitato in una crisi economica e un disordine diffuso soprattutto alimentato da proteste di piazze. Proteste represse con il pugno di ferro e a volte con un uso eccessivo della forza da parte della Polizia Nazionale Bolivariana e della Guardia Nazionale. Le proteste di piazza non hanno risparmiato nemmeno la capitale Caracas. Questo, nonostante l’attuale presidente Maduro abbia mandato in strada migliaia di agenti e militari. Le operazione sono coordinate personalmente dal ministro degli Interni venezuelano, Miguel Rodriguez Torres che è stato il fautore di una vera e propria dimostrazione di forza nei confronti dei manifestanti e loro sostenitori. Da parte di Scarano, tramite i suoi avvocati, sono state inoltrate alla magistratura diverse denunce per maltrattamenti e percosse subite. Denunce rimaste tutte senza risposte. In tutto il Paese sono puntualmente denunciati dagli avvocati del “Foro Penal Venezuelano” casi di arresti con violenza al limite della violazione dei Diritti Umani. Non si tratta solamente di maltrattamenti e percosse, ma anche di minacce verbali, che hanno gravi ripercussioni psicologiche soprattutto sui più giovani, e di reclusione in celle in cui vi sono anche criminali ben più pericolosi di semplici manifestanti che a volte sono solo degli studenti appena diciottenni.
Ferdinando Pelliccia

