Il numero dei foreign fighters che partono per unirsi allo Stato Islamico sta aumentando in modo preoccupante. E’ questo l’allarme lanciato da Nicholas Rasmussen, direttore del National Counterterrorism Center, il centro del coordinamento anti-terrorismo americano, specificando che oltre 20mila combattenti, provenienti da oltre 90 Paesi, hanno raggiunto il campo di battaglia dell’Is.
Nel testo preparato per un’audizione oggi alla Camera dei Rappresentanti, ottenuto in anticipo dalla Cnn, Rasmussen avverte: “il numero dei foreign fighters arrivati in Siria è senza precedenti, supera quello dei combattenti che si sono recati in Afghanistan e Pakistan, Iraq, Yemen o Somalia in qualsiasi momento degli ultimi 20 anni”. Tra questi, l’inteligence americana stima che vi siano 3400 provenienti da Paesi occidentali, con oltre 150 dagli Stati Uniti.
Come stanno facendo altri paesi, tra i quali l’Italia, anche gli Stati Uniti ritengono che si debbano adottare misure anti-terrorismo più severe per combattere il fenomeno dei foreign fighters. Rasmussen ha ricordato che la Turchia ha accordi per l’ingresso nel proprio paese senza visto con 69 Paesi, che permette così ai combattenti provenienti da questi di arrivare direttamente negli aeroporti turchi, mentre quelli provenienti dal Caucaso arrivano via terra. Secondo l’esperto di anti-terrorismo, nonostante la Turchia abbia aumentato gli sforzi per bloccare gli ingressi dei terroristi, “rimane da fare ancora significativamente molto” in questa direzione.

