colL’Imu sui terreni agricoli è una tassa iniqua che deve essere abbattuta senza sé e senza ma. E’ chiaro e forte il messaggio uscito oggi dall’assemblea pubblica indetta dalla Coldiretti di Viterbo presso la sala del Cunicchio della Camera di Commercio di Viterbo. Presenti, oltre al presidente ed al direttore della Coldiretti, Pacifici e Mazzetti, alcuni sindaci della Tuscia e tre onorevoli: Alessandro Mazzoli, Alessandra Terrosi (Pd) e Massimiliano Bernini (M5S). Mazzetti e Pacifici hanno rinadito la posizione della Coldiretti: “Si chiede di esonerare dal versamento dell’Imu sui terreni agricoli esui beni strumentali chi di agricoltura vive e lavora con grande sacrificio ed abnegazione”. Hanno poi ricordato come su 60 Comuni della Tuscia solo 15 sono agevolati dall’applicazione dell’Imu, di cui 8 montani e 7 parzialmente montani. Anche se, caso emblematico, il comune di San Lorenzo Nuovo, che pur fa parte dei comuni montani dell’Alta Tuscia laziale l’Imu deve pagarla. “Vorrei portare all’attenzione di Striscia La Notizia questa assurdità – ha esclamato il sindaco di San Lorenzo Nuovo. La Coldiretti ha rimarcdato la grande disparità di tratamento tra i territori, basandosi su dati Istat del 1952 non attinenti alle relatà attuali. “Bisogna intervenire permettere ordine in questo caos – hanno affermato Mazzetti e Pacifici – Alle amministrazioni comunali chiediamo di non applicare lesanzioni peri pagamenti in ritardo entro 60 giorni dalla scandeza del pagamento per quanto riguarda la rata del 2014 e di ridurre comunque al massimo di almeno del 50% la quota del 2015″.  Al Governo centrale la Coldiretti cheide di rivedere l’elenco Istat ormai vecchio e di estendere l’esenzione dell’Imu anche ad altri Comuni. Anche se la richiesta di tutti, sindaci e mondo agricolo è una sola: l’Imu sui terreni agricoli va eliminata. Hanno preso, quindi, la parola i sindaci della Tuscia, come Stelliferi di Caprarola, il Sindaco di Canino, che ha parlato di una tassa “senza criterio” e di come tutti si sentono “inc..i” e presi in giro da questa tassa tra l’altro anche retroattiva. Il sindaco di Montalto Sergio Caci ha ricordato come nel suo paese si applica la tariffa più bassa dell’Imu, ma come sia giusto abolire questa tassa, fatta il 28 novembre quando erano ancora in corso i consigli comunali di bilancio. “Il decrerto legge non va convalidato in legge – ha tuonato Caci – “Quello che noi sindaci possiamo fare – ha aggiunto il Primo Cittadino di Montefiascone – è non far pagare le sanzioni per il ritardato pagamento dell’imposta del 2014″. “Sono tre mesi che lottiamo contro l’Imu agricola – ha affermato il sindaco di Soriano, Menicacci – Siamo passati in tre anni da un’evasione del 12% al 30%. La gente non ha più i soldi per pagare e questa legge creerà un buco di bilancio di oltre 4 milioni di euro. L’imu agricola va tolta”. Stesso discorso per il sindaco di Sutri, Guido Cianchi, che invita i parlamentari a stare attenti a che non si ripeta su altri settori importanti ciò che è stato fatto per l’Imu agricola. “Fate in modo che non si prendano decisioni così avventate perchè stanno creando molti danni alle famiglie” ha affermato. Anche per il vice sindaco di Tarquinia l’Imu agricola è una tassa che non si deve pagare e che mette in difficoltà un sistema economico nazionale. “Bisogna fare una battaglia insieme con tutti i Comuni”. Il primo cittadino di Vasanello, Antonio Porri, ricorda come a maggio parti l’Expo sull’alimentazione e come si venga così a tassare ingiustamente proprio chi quel cibo lo produce “E’ una follia politica- sbotta – E’ una tassa che va tolta, ma se si deve far pagare allora che la paghino tutti. Noi vogliamo contibuare a lavorare la terra, no nfateci morire!”. Sono poi intervenuti i rappresentanti politici a partire dal consigliere regionale Daniele Sabatini, che ha ricordato come da fine 2012 sta portando avanti questa battaglia politica. “Evidentemente abbiamo fatto male per ritrovarci oggi così – ha esordito – E’ un tentativo vessatorio che si sta tentando di ripristinare subdolamente. Credo che la Regione Lazio non sia esente da una responsabilità non per quanto accaduto, ma per quello che potrà fare. Vorei che fosse la capofila delle 20 regioni italiane”. Sabatini ha anche ricordato di aver presentato al riguardo una mozione presso il consiglio regionale. “San Lorenzo – ha concluso – rappresenta l’assurdità fatta legge!”. Si è data voce anche ad alcuni rappresentanti del mondo agricolo come a Domenico Chierchi, allevatore di Vitorchiano che ha minacciato che “se la faccenda non si risolve creeremo un comitato nazionale di eliminazione dell’Imu e faremo un falò pubblico con le tessere sindacali ed i certificati elettorali”. Anche Fabio Brugnoli, agricoltore ha rimarcato l’assurdità della tassa, avendo due terreni, uno ricadente in Umbria e l’altro ne Lazio, di cui il primo è esente da Imu. Loretta De Simone, coltivatrice agricola di Tarquinia, ha parlato di “Imu machiavellica che mette poveri contro poveri con i lrischio di dare i terreni dell’Italia in mano a mulktinazionali straniere che svenderanno gli stessi a favoredi chi avrà più capitali”. Fabiola Talenti, agricoltore diretto di Montalto ha rimarcato come molti agircoltori non abbiano nemmeno i soldi per fare laspesa. “Questa tassa è una vergona – ha affermato – Il terreno non è la Ferrari o la barca che neanche ci possiamo permettere. Ricordatevi che un popolo alla fame fa la rivoluzione!”. Presente anche il sindaco di Viterbo Loenardo Michelini con la vice Luisa Ciambella che ha aggiunto: “Andare a mettere una tassa su qualcosa che produce è già di per sè sbagliato. Vorremmo fare un documento atrtaverso il quale provvederemo ad apportare le modifiche necessarie. Queste tasse fatte a spaglio non vanno bene. Questa è una patromoniale secca”. La parola, quindi, è passata ai tre onorevoli presenti all’assemblea. Primo a parlare Massimiliano Bernini del M5S che ha ribadito la necessità di abbattere l’Imu sui terreni agricoli. “Il M5S ha presentato numnerosi atti amministrativi al riguardo – ha detto – Si tarpa così l’agricoltura, uno dei settori produttici che ha fatto segnare segnali di crescita. Nell’anno in cui il Governo si fa bello con Expo oltre al danno ci mettiamo anche la beffa. Il M5S ha presentato un emendamento alla Camera dei deputati sullaconversione del decreto mille proroghe chiedendo che il pagamento Imu venfa prorogato fino al 26 gennaio 2016. Lo sopo è intanto quello di dare una boccata d0ossigeno agli agircoltori puntando a togliere del tutto la tassa”. Alessandra Terrosi (Pd) ha riferito sull’Imu dicendo che il problema è molto sentito ancor prima dell’uscita del decreto. “Ci siamo fatti portavoce presso il senato con l’on. Mazzoli persostenere alcuni emendamewnti in particolare tre che vanno nella direzione di procrastinare la data di scadenza del pagamento del 2014 e di non avere sanzioni. Abbiamo anche richiesto di rivedere l’elenco dei Comuni e la circolare Istat a cui si fa riferimento che risale al 1952″. Infine, Alessandro Mazzoli ha ribadito: “L’unica possibilità che c’è è nella battaglia parlamentare dei prossimi giorni. Abbiamo il decreto,il Parlamento nel convertirlo può cambiarlo. Abbiamo bisogno di mettere insieme più parlamentari possibili, più soggetti istituzionali, l’Anci, gli organi di categoria per cambiare il decreto che rappresenta intanto un errore per la cifra: 350 milioni di euro da togliere ad un unico osettore. L’ideale è togliere questa tassazione, ma ora bisogna trovare il meccanismo per venirne a capo. L’impegno su cui stiamo lavorando è questo: mettere le mani sul decreto, intervenire sull’esenzione”.

Wanda Cherubini