Estensione di sei mesi dell’attuale programma europeo di sostegno finanziario, raggiungimento di un adeguato avanzo primario e degli obiettivi di bilancio 2015 e supervisione della Ue, della Bce e dell’Fmi nel prossimo semestre. Poi un nuovo accordo per la crescita. Questi gli obiettivi del governo greco indicati nella lettera inviata dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, al presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Varoufakis ricorda che negli ultimi cinque anni il popolo greco ha fatto “notevoli sforzi per l’aggiustamento economico”. Il nuovo governo, sottolinea, è “impegnato in un processo di riforme più ampio e profondo, con l’obiettivo di migliorare la crescita e le prospettive di occupazione, salvaguardando la sostenibilità del debito e la stabilità finanziaria, migliorando l’equità sociale e mitigando il notevole costo sociale della crisi in corso”.
Il governo greco chiede quindi l’estensione del Master Financial Assistance Facility Agreement, l’attuale programma europeo di salvataggio, per un periodo di sei mesi dalla sua scadenza, il prossimo 28 febbraio. Sei mesi in cui “dovremo procedere congiuntamente, facendo il miglior uso permesso dalla flessibilità contenuta nell’attuale programma, verso la sua positiva conclusione e un suo rinnovo sulla base delle proposte del governo greco da una parte e delle istituzioni dall’altra”, scrive Varoufakis.
Il ministro greco elenca alcuni obiettivi del negoziato dei prossimi sei mesi. In primo luogo “concordare le condizioni finanziarie e amministrative reciprocamente accettabili, la cui attuazione, in collaborazione con le istituzioni, permetterà di stabilizzare la posizione fiscale della Grecia, di raggiungere adeguati avanzi primari di bilancio, di garantire la stabilizzazione del debito e contribuire alla realizzazione degli obiettivi di bilancio per il 2015, tenendo conto della attuale situazione economica”. Inoltre viene accettata la supervisione della Ue, della Bce e dell’Fmi per la durata dell’estensione dell’accordo. Infine il governo greco vuole avviare i lavori tecnici su un possibile nuovo ‘contratto per la ripresa e la crescita’ con la Ue e il Fondo monetario internazionale, che “potrebbe seguire l’attuale accordo”.

