L’Italia

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Vi ricordate questi due signori? Il “partigiano” ex detenuto a Regina Coeli in tempo di regime e il “fascista” figlioccio di Aldo Moro. Sandro Pertini, socialista doc e Francesco Cossiga, il destrorso irriducibile della DC. Si sono avvicendati al Colle. Sapete perché li abbiamo scelti? Non tanto e non solo per loro ma per farvi ricordate cos’era l’ITALIA e da chi eravamo rappresentati. Incazzato e verace l’uno, picconatore “combattente” l’altro. Gente con le palle amici, di quelli che non vedremo mai più. Persone con dei valori, idee chiare e carattere da vendere. Due emeriti Presidenti da record: il ligure Sandro, è stato il plebiscitario con 832 schede a suo favore e l’83,6% dei consensi parlamentari; l’altro, il sassarese, eletto al primo scrutinio. Indimenticabile la commozione di Pertini ai funerali palermitani di Pio la Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa; così come il raccoglimento umanitario attorno al pozzo di Vermicino per il povero Alfredino, spunto per la nascita della Protezione Civile. Che immagine indelebile quella Coppa del Mondo alzata in Spagna, quella partita a scopa sull’aereo con Bearzot, quella nazionale di calcio e quel modo di farci sentire veramente orgogliosi. Si indignava lui così come l’altro. Già, l’altro, il noto “picconatore” della classe politica, il simpatico Sardo esperto in secret service e strategie militari. Cavolo che uomo. Si ammala per la questione Moro e si dispera all’inverosimile per difendere la Gladio e i suoi uomini. Pensate oggi cosa avrebbe fatto per Girone e Latorre, i due Marò tenuti in ostaggio in India. Il diavolo a quattro e probabilmente sarebbero tornati in patria già da un bel pezzo. Statisti con la S maiuscola, leader e politici come mai nella storia e come mai apprezzeremo più nel futuro. Che paradosso… completamente agli antipodi a livello ideologico ma incredibilmente simili sotto il profilo umano. Destra o sinistra qui non contano. Guardiamo esclusivamente gli animi, infatti non a caso si sono avvicendati come se facessero parte di un’unica visuale globale: da figlio a padre, da fratello maggiore a minore.
Ma quello che più conta oggi è ricordare il contesto storico, la cornice, il sistema che avvolgeva non solo Sandro e Francesco ma l’intera Italia…e che ITALIA! Era bello veramente il nostro Paese. C’erano ruberie in quegli anni, i magnifici Ottanta, ma era tutt’altra cosa rispetto allo schifo di oggi. Lavoro, benessere, compravendita di beni, denaro frusciante, fiducia bancaria, boom edilizio, fabbriche in espansione, crescita del Pil, imprese in via di sviluppo. Da questo naturalmente ne derivava uno stato d’animo sereno e una qualità della vita totalmente diversa rispetto a oggi. La cosiddetta mente sana in corpo sano…. Una grande ed ampia fascia di ceto medio, oggi praticamente scomparsa, andata ad ingrossare la grande fetta chiamata di povertà. Come cambiano i tempi!
C’era anche il divertimento, quello puro e sano fatto di serate danzanti, disco music americana e carnevali straordinari. Che poi fosse governata da Andreotti, Craxi o Spadolini poco importa, quel che più ci rappresentava era lo status, il modus vivendi, ora ricordo nostalgico che vorremmo ancora raffigurato metaforicamente da questi due uomini, da questi due egregi connazionali, da queste due “perle” di saggezza e vitalità che noi non dimenticheremo mai. Non ci resta dunque che salutarla quella cara nazione, morta il giorno in cui sono morti loro e quella bellissima epoca. Addio ITALIA.

Mirko Crocoli