carabinieri13I Ros dei carabinieri di Padova hanno identificato un reclutatore dell’Isis, che aveva il compito di convincere giovani musulmani residenti nel Nordest ad andare a combattere in Siria e Iraq sotto le fila dell’Isis. Nell’ inchiesta coordinata dalla procura Antiterrorismo di Venezia diretta dal procuratore aggiunto Adelchi d’Ippolito c’ è così ora un nuovo indagato: si tratta di uno slavo che in diverse occasioni nel 2013 sarebbe arrivato nel bellunese proprio con l’incarico di istruire gli aspiranti jihadisti e fornire loro le prime rudimentali istruzioni per andare a combattere sotto le insegne del califfato.

Gli uomini dei Ros, sotto la direzione del colonnello Paolo Storoni, sono riusciti ad identificarlo, ma ad oggi non sanno dove esattamente si trovi, potrebbe essere ripartito per la Siria, per andare anche lui a combattere. Il trentenne di origini balcaniche, arrivato in Veneto nel 2013, addestrò il bosniaco Ismar Mesinovic, che viveva a Longarone e il suo amico Munifer Kalamaleski, il macedone che abitava con la famiglia a Chies d’Alpago, entrambi partiti per andare a combattere in Siria.

Tra le novità emerse dall’indagine, anche quella dell’acquisto di un piccolo drone da parte del bosniaco Mesinovic, morto in battaglia in circostanze non chiare nel gennaio dell’anno scorso, e che avrebbe lasciato ai suoi compagni in affidamento il figlio Ismail, di quattro anni, che aveva portato con sé all’insaputa della madre, la cubana Linda Solano Herrera, che continua disperatamente a cercarlo, con la speranza un giorno di poterlo rivedere.

Secondo quanto accertato dai carabinieri dei Ros sarebbe ancora vivo, invece, il macedone Munifer Kalamaleski, che aveva raggiunto la Siria con moglie e figlie.

L’inchiesta del Ros di Padova prosegue quindi in vista del prossimo incontro, previsto per dopo Pasqua, con gli inquirenti bosniaci, per uno scambio di informazioni sulle cellule terroristiche presenti nei due paesi.