donadoni-parma“Voglio vincere perché sono stanco di prestazioni fatte in un certo modo e di raccogliere poco. Non mi interessa la maglia che ho di fronte o come si chiama il mio avversario”. Roberto Donadoni e il Parma vorrebbero togliersi una soddisfazione in una stagione decisamente amara. Gli emiliani si apprestano a far visita all’Inter con l’obiettivo di regalarsi una gioia.

La gravissima crisi societaria ha fatto passare in secondo piano il campo e la classifica. “Ora ci sono diverse partite ravvicinate, abbiamo bisogno di forze ancora più di prima. E’ stata una stagione in salita e oltre a tutto quello che può riguardare l’aspetto mentale per tutto quello che c’è stato e che sapete, c’è anche il discorso fisico. Con i recuperi con Udinese e Genoa diventa ancora più condizionante”, dice Donadoni.

La situazione è precipitata a novembre, dopo il mancato pagamento degli ingaggi. “Per tutta una serie di motivi siamo partiti con tanti giocatori e una situazione poco chiara fin dall’inizio che ci ha portato sino a quella data dal punto di vista tecnico con delle mancanze, nelle quali mi ci metto anche io. Ma fin dal ritiro è stata una gestione complicata anche se non facciamo un discorso troppo a ritroso perché potrebbe sembrare che vogliamo trovare alibi o giustificazioni. Ora dobbiamo vivere con grande serietà da qui fino alla fine del campionato”, dice l’allenatore ducale.

“Bisogna vivere alla giornata nel senso di vivere 24 ore su 24 ore per quello che dobbiamo fare. Se sappiamo fare questo e tralasciare la sciocchezze e disperdere le energie in cose futili, sapendo di avere l’appoggio di tante componenti, possiamo lavorare al meglio e far sì che ciò che è accaduto non accada più”, prosegue.

“Personalmente non mi interessa stare a ragionare su quello che è successo e che ci ha portato a ragionare con poco serenità, ho solo voglia di guardare avanti e lavorare con un gruppo a cui devo il tipo di comportamento che voglio tenere”, spiega ancora. A coadiuvare i curatori fallimentari è stato chiamato Demetrio Albertini: “E’ una persona che mastica calcio, una figura cristallina. Sappiamo tutti che persona sia, aver la possibilità di poter collaborare con una persona pulita in tutti i sensi è uno stimolo in più per tutti”.