Piante rare, alberi da frutto e da fiore antichi, ma anche canti della Divina Commedia recitati in piazza dai ragazzi del liceo Buratti e sfilata per le vie del centro del Comitato centro storico e figuranti La Contesa. Questo e molto altro di più per la 29° edizione di “San Pellegrino in fiore”, in programma dal 30 aprile al 3 maggio. 40 gli espositori di quest’anno, provenienti da ogni parte d’Italia, in particolare, oltre al Lazio, dalla Toscana, Sicilia, Veneto e Marche. Oltre al numero maggiore di espositori è cresciuto quest’anno anche il percorso della kermesse floreale,che partirà da piazza del Teatro. 60 mila euro il costo complessivo dell’evento, di cui 35 mila euro messi dal Comune di Viterbo, 10 mila dalla Regione Lazio e gli altri dalla Fondazione Carivit, la Camera di Commercio di Viterbo e da altri enti e privati,come la Banca di Viterbo.
“Come ogni primavera spunta San Pellegrino in fiore – ha esordito l’assessore comunale Antonio Delli Iaconi – anche se qualcuno pensa sempre che sia l’ultima edizione”.
Il sindaco Michelini ha ribadito come l’evento sia la prima festa che apre tutto ciò che segue fino ad ottobre. “La città si rivitalizza con queste manifestazioni e fa scoprire i suoi angoli più caratteristici. Ringrazio l’ente San Pellegrino in fiore perché è la 29esima edizione che si riesce a fare nonostante le difficoltà. Ringrazio anche la Fondazione Carivit, che ha dato il suo contributo per la riuscita di questa kermesse. Nonostante la crisi economica le attività che hanno a che fare con il cibo e l’ambiente riescono ancora a fare numeri. C’è stato a livello nazionale una riduzione delle manifestazioni sul verde- ha rimarcato il primo cittadino – ma quelle rimaste avranno un meritato successo soprattutto per il futuro. San Pellegrino in fiore può sicuramente essere qualcosa di originale ed autentico rispetto alle altre manifestazioni. Farla poi in un quartiere medioevale è una cosa diversa che non esiste in altre parti d’Italia. Ci tengo, quindi, affinché sia mantenuta”.
Il sindaco ha poi fatto cenno al percorso allungato di quest’anno con partenza da piazza del Teatro. La kermesse si aprirà alle ore 11,30 del 30 aprile per proseguire su Corso Italia, piazza delle Erbe, dove si terrà un brindisi offerto dal Gran Caffè Schenardi, via Roma, , via San Lorenzo e poi all’interno del quartiere medioevale. In piazza delle Erbe ci sarà anche un allestimento fatto da giovani architetti. Infine, Michelini non ha escluso che, una volta terminato il periodo di sacrifici con i bilanci dei Comuni che torneranno in condizioni migliori, non si possa bandire a carattere nazionale un tema d’attualità su cui i vivaisti potranno predisporre un progetto. Inoltre, sul finanziamento comunale dell’evento di quest’anno il primo cittadino ha tenuto a precisare come risulti essere di un buon 40% in meno rispetto allo scorso anno.
Per la Camera di Commercio di Viterbo Francesco Monzillo ha parlato di “evento che riesce a mettere in mostra in maniera adeguata le aziende territoriali”. “Allestiremo come ente camerale piazza San Carluccio – ha ricordato – perchè abbinata ad attività che terremo presso l’ex chiesa di San Salvatore con la messa in mostra di alcune produzioni di 4 aziende di ceramica e della pietra e di 5 agroalimentari. Organizzeremo anche dei piccolo micro-eventi”.
Per la Fondazione Carivit, il direttore Crocecchia ha detto che l’ente è lieto di contribuire a questa importante iniziativa.
Il presidente dell’ente autonomo San Pellegrino in Fiore Malè ha ringraziato coloro che ancora una volta hanno sostenuto economicamente la manifestazione ed ha, quindi, dato la parola al direttore organizzativo dell’ente autonomo, Fontana, che si è dichiarato estremamente soddisfatto quest’anno per le richieste di partecipazione pervenute anche da località nuove, come Padova e Fabriano. Fontana ha, quindi, parlato del ritorno della sfilata di moda e delle visite guidate alla chiesa del Gonfalone con Arci Confraternita.
L’organizzatore della sfilata, Bruti ha rimarcato l’impossibilità di realizzare alcuni eventi per il fatto che a Viterbo venga chiesto il pagamento della Siae,cosa che non avviene in altri posti d’Italia. Ha, quindi, indicato che a piazza del Teatro si snoderà la sfilata a gruppi danzanti, per proseguire con altre esibizioni in piazza delle Erbe. “Non ci sarà il taglio del nastro perché è un po’ avvilente – ha affermato – Vorremmo che i viterbesi tutti possano essere coinvolti. San Pellegrino in fiore è un ottimo biglietto da visita, non deve, quindi essere una passeggiata passiva, ma che coinvolga i viterbesi a mostrare al meglio la loro città”.

