Sesso in carcere per i detenuti, il Coisp: “E perché non dare loro anche un bell’idromassaggio? Quel luogo dovrebbe avere una finalità punitiva, ed il contatto con parenti e amici già adesso non viene negato. Pensare piuttosto a spendere i soldi per finire le strutture che mancano.”

sesso in carcere“Sesso in carcere per i detenuti in un bel posticino appartato e tranquillo? E perché non anche  un bell’idromassaggio? Certo, sì, ci vuole anche quello! E se non si potrà realizzare allora meglio concepire subito un altro bell’indulto o un altro svuota-carceri per sottrarre quanti più delinquenti possibile a condizioni così inumane ed insostenibili… senza la Jacuzzi come si può mai resistere?”.

Ironico ma duro il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alle previsioni della proposta di legge che prevede la possibilità di fare sesso in carcere per i detenuti nelle cosiddette “stanze dell’amore”. Previsto per oggi l’inizio dell’iter  in Commissione Giustizia per la proposta, che prevede una visita al mese della durata compresa  fra le 6 e le 24 ore “in locali adibiti e realizzati a tale scopo senza controlli visivi e auditivi”.

“Siamo allibiti – si infuria Maccari – dall’incredibile capacità della politica di aggirare i veri problemi  che devono essere affrontati e risolti con urgenza deviando verso questioni che, francamente, appaiono davvero ridicole di fronte alle necessità più impellenti di un Paese. L’Italia continua imperterrita  a rimettere in libertà delinquenti a iosa, costretta dalle mancanze di un sistema che prima non riesce a garantire la certezza della pena e, per le poche volte che lo fa, è costretto a tornare su suoi passi perché mancano le celle! I cittadini, ovviamente, restano così esposti all’azione praticamente indisturbata  di chi può allegramente tornare a delinquere, e le Forze dell’Ordine non possono che riprendere una lotta impari sempre contro gli stessi soggetti che oggi li prendi e domani sono di nuovo liberi.  E invece  che sbrigarsi a finire le carceri che mancano e garantire che quei luoghi siano dignitosi,  anche perché  fra l’altro ci lavora un sacco di gente onesta, si pensa bene di spendere i quattrini  per le stanze dell’amore. E’ vergognoso.”

“La pena detentiva – argomenta il Segretario Generale del Coisp – ha una finalità deterrente  ma anche punitiva, non si può pensare di rendere la detenzione una specie di soggiorno con i confort che, fra l’altro, alcuni cittadini onesti neppure si possono permettere, non ha alcun senso. Le pesanti privazioni ed i sacrifici che il carcere porta con sé fanno esattamente parte di una risposta severa e ferma che lo Stato decide di dare quando un comportamento risulta meritevole di punizione. Garantire la dignità e la salute dei detenuti è ben altra cosa, ed i contatti con familiari, amici e mondo esterno sono già ampiamente previsti”.

“Rieducare e premiare – conclude Maccari – non può significare neutralizzare e snaturare la stessa fisionomia della detenzione in carcere. Ci sono famiglie oneste finite in mezzo ad una strada la cui stanza dell’amore è l’abitacolo dell’auto. E’ certamente doveroso pensare a sostenere quelle,  e garantire  che chi delinque abbia una cella in cui finire, prima di pensare a far fare sesso ai detenuti”.