Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) rivendica il sequestro della missionaria svizzera Beatrice Stockly. In un video, di cui l’agenzia mauritana ‘Al Akhbar’ afferma di aver ricevuto copia, il gruppo di Aqmi “Emirato del Sahara” chiede il rilascio di due terroristi in cambio della liberazione della donna, che appare nel filmato.
Stockly era stata rapita a Timbuctu, nel nord del Mali, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio. La cittadina svizzera era già stata vittima di un sequestro nel 2012, sempre da parte di Aqmi. Il leader dell’organizzazione Abu Musab Abdel Wadoud, nome di battaglia dell’algerino Abdelmalek Droukdel, ne aveva ordinato il rilascio affermando di aver avuto dalla donna la promessa di non tornare più in territorio musulmano.
Ma la missionaria “ha violato il patto”, afferma nel video un portavoce dell’Emirato. “Annunciamo la nostra responsabilità nel rapimento di questa evangelizzatrice miscredente, che con la sua attività ha fatto uscire dall’Islam molti musulmani, distogliendoli dalla loro religione per mezzo di alcune ragazze di mondo”, ha affermato il portavoce.
Rivolgendosi al governo svizzero, l’esponente di Aqmi ha precisato le condizioni per il rilascio della missionaria, ovvero la liberazione di tutti i detenuti dell’organizzazione nelle carceri maliane e quella di Ahmad al-Faqi al-Mahdi, detto Abou Tourab, arrestato in Niger e consegnato al Corte penale internazionale dell’Aja.
Nel video, Stockly ammette di aver svolto attività di evangelizzazione in alcuni Paesi africani e racconta le circostanze del suo rapimento da parte di Aqmi. Ahmad al-Faqi al-Mahdi è di fatto il primo terrorista finito sotto processo all’Aja con l’accusa di crimini di guerra commessi a Timbuctu nel 2012, quando il nord del Mali era occupato dalle sigle estremiste jihadiste. E’ sotto custodia della Corte penale internazionale dal 26 settembre 2015.

