carabinieri-puntoUn’indagine fulminea. In poco meno di 24 ore, ii Carabinieri di Padova hanno risolto il giallo dell’omicidio di Ezio Sancovich, trovato morto con tre colpi di pistola alla testa, lunedì sera nella sua auto a Piomino Dese, nel padovano.

Portando a termine una attività di indagine, dai ritmi serratissimi, condotta nell’ambito delle province di Padova e Venezia, i carabinieri sono riuscita ad acquisire inconfutabili elementi di colpevolezza a carico di Renato Rossi, 68 anni, residente in Martellago (Ve) disegnatore capi d’abbigliamento, che nel tardo pomeriggio di ieri è stato sottoposto al fermo di indiziato di delitto perché ritenuto responsabile dell’omicidio.

Sono quasi le 21 di lunedì sulla strada nella zona industriale di piombino Dese, quando un passante nota la macchina della vittima parcheggiata sul ciglio della strada e pensando ad un malore del conducente si ferma per verificare. Scoperto il corpo esanime al posto di guida allerta subito 118 e 112.

I militari della Compagnia di Cittadella, come giungono sul posto chiudono agli estranei la zona, che è sicuramente stata scena del delitto e chiedono l’ausilio del personale specializzato del Comando Provinciale.L’attività investigativa parte da un accurato sopralluogo che nelle immediatezza appura che Sancovich è morto a seguito di tre colpi di pistola sparati alla testa da distanza ravvicinata. Sul posto viene repertato un bossolo cal. 9 Luger. In apparenza sembra l’esito di una lite stradale visto che la BMW della vittima ha un tergicristallo piegato.
Immediatamente si iniziano a ricostruire le ultime ore di vita della vittima partendo dall’analisi del suo telefonino e dalla visione delle telecamere presenti sul tragitto tra lo stabilimento di Trebaseleghe, dove lavorava il Sancovich e il luogo del ritrovamento del suo cadavere.
Incrociando i dati raccolti, nella mattinata di ieri l’attenzione degli investigatori si focalizza su Renato Rossi, amico di vecchia data della vittima, suo socio in alcuni affari e appassionato di armi.
Pertanto, dopo alcuni accertamenti preliminari, il sospettato ieri pomeriggio viene portato in caserma negli uffici del Reparto Operativo ed interrogato sommariamente sui suoi movimenti nella giornata dell’1 febbraio. Dopo un primo momento di imperturbabilità, pressato dalle domande degli investigatori del Nucleo Operativo, nel primo pomeriggio Rossi cedeva, dando indicazioni per far recuperare l’arma del delitto, che era abilmente occultata nelle vicinanze della sua abitazione.
A questo punto l’indagato ammetteva le sue responsabilità, e dopo essersi consultato con il proprio avvocato, rendeva piena confessione davanti al Sostituto Procuratore della Repubblica, Roberto Piccione.
Nel corso dell’interrogatorio riferiva di essersi incontrato con la vittima per definire una sua situazione debitoria di circa 16.000 euro, e dopo una primo contatto nei pressi della Moncler, azienda per cui Sancovich lavorava, i due si allontanavano sull’auto della vittima. Durante il tragitto scaturiva una violenta lite al cui apice, Rossi veniva fatto scendere dall’auto, e a seguito di dinamiche ancora in via di accertamento, freddava l’amico con i tre colpi di pistola, allontanandosi subito dopo. A questo punto l’autorità Giudiziaria emetteva un decreto di fermo di indiziato di delitto che veniva subito notificato ed eseguito, e Rossi nella tarda serata di ieri è stato associato alla casa circondariale di Padova.