Lega Pro: Catania-Reggina 3-1

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REGGINA, POCO REGALE: UN GOL FATTO, TRE SUBITI. IL CATANIA RINGRAZIA E VOLA AI PLAY OFF.

catania-regginaSINTESI: Il Catania passa con Marchese e Tavares nel primo tempo, poi De Francesco mette paura agli etnei a sette minuti dal termine. Il 3-1 di Russotto, arriva a pochi passi dal triplice fischio.

LA PARTITA:

CATANIA. Catania e cinismo non sono vicini sul vocabolario, ma da oggi, sono quasi sinonimi. Finalmente gli Etnei hanno segnato su corner, era ora. C’è voluto il ritorno del figliol prodigo Marchese, bravo a saltare in piena area piccola, in barba a Gianola e Cucinotti (centrali) e Sala, portiere che avrebbe fatto meglio a staccarsi dalla linea di porta. Invece l’estremo difensore ha finito per farsi anticipare e scavalcare dalla palla incornata dal difensore con licenza di “uccidere”.

Zeman jr., assetto tattico a parte, ha palesato una certa distanza dal vangelo paterno: le ha prese, non le ha date, ma almeno c’ha provato. Poca fantasia, un pizzico di dinamismo, ma nulla più di questo. E l’aver preso due gol in contropiede, marchio di fabbrica (famiglia) se segni, non se subisci, non è un bel modo per distinguersi geneticamente.

Quella catanese è una vittoria figlia del mercato, perché anche la seconda rete, griffata Tavares, a coronamento di una bella azione partita da Di Grazia, passata da Mazzarani e conclusa dall’attaccante portoghese, non si sarebbe potuta materializzare senza la finestra invernale. E se arrivasse Pozzebon? «Ci farebbe comodo», ha tagliato corto Tavares, giocatore ritrovato, che di destro, ha spazzato via in un sol colpo Sala e la parentesi opaca vissuta a Catanzaro nel girone d’andata.

Dietro, la squadra di Rigoli è stata meno impermeabile di altre occasioni, Pisseri ha tremato sulla traversa colpita da De Francesco e si è arreso, allo stesso tiratore, complice una deviazione sfortunata di un compagno, quando la gara sembrava scorrere via senza ulteriori sussulti. Gol accorcia distanze e arrembaggio finale. Il segnale mandato dalla panchina calabrese, quando Bianchimano è entrato in luogo di Knudsen, sembrava inequivocabile. A parole, nei fatti: nulla di tutto ciò. Non perché agli ospiti ne mancasse la voglia, ma perché Botta e Gianola, che avrebbero dovuto impostare un assalto dalle retrovie, hanno cincischiato, si sono pestati i piedi e hanno lasciato un pallone lì a galleggiare sulla trequarti. Fornito ha varcato l’uscio a serratura già scassinata e ha lanciato Russotto. Diagonale da sinistra a destra a fil di palo, per un Catania da settimo posto.

TABELLINO

CATANIA (5-2-3): Pisseri; Baldanzeddu (dal 34’ s.t. Parisi), Gil, Bergamelli, Marchese Djordjevic; Scoppa, Biagianti; Di Grazia (dall’11’ s.t. Russotto), Tavares, Mazzarani (dal 28’ s.t. Fornito). In panchina: Martinez, De Rossi, Mbodj, Manneh, Bucolo, Piermarteri, Barisic, Graziano. All. Pino Rigoli.

REGGINA (4-3-3): Sala, Cane (dal 28’ s.t. Maesano), Gianola, Cucinotti, Possenti; Knoudsen (dal 41’ s.t. Bianchimano), Botta, De Francesco; Carpentieri (dal 17’ s.t. Leonetti), Coralli, Porcino. In panchina: Licastro, Isabella, Lo, Romanò, Mazzone, Tommasone, Tripicchio, Silenzi, Lancia. All. Karel Zeman.

ARBITRO: Valiante di Salerno. Assistenti: Mangino e Santoro di Roma1.

RETI: Marchese, (C) al 5’, Tavares (C) al 32’ p.t.; De Francesco (R) al 38’, Russotto (C) al 44’ s.t.

NOTE: 7.003 spettatori. Incasso: 15.720 euro. Ammoniti: Russotto, Marchese (C); Cucinotti, Gianola, De Francesco (R). Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’. Angoli: 5-7.

Simone Toninato