La procura di Roma ha convocato al Palazzo di Giustizia il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, indagato nell’ambito dell’inchiesta Consip. Al militare dell’Arma, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, è contestato di aver riferito in un’informativa della presenza di soggetti legati ai servizi segreti e di aver falsificato atti sul padre dell’ex Presidente del Consiglio, Tiziano Renzi.

news-new-arancioE’ indagato dalla procura di Roma per falso nell’ambito dell’inchiesta Consip il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, che, ascoltato a Palazzo di Giustizia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. A Scafarto viene contestato di aver riferito in un’informativa della presenza di soggetti legati ai servizi segreti nel corso di accertamenti svolti nell’ambito dell’inchiesta nonché di aver attribuito all’imprenditore Alfredo Romeo una frase – intercettata nel dicembre scorso – che sarebbe stata invece pronunciata da Italo Bocchino (“…Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato”).