Cara vecchia cabina a gettone

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Nelle tasche di qualche vecchia giacca o cappotto può capitare di trovare, assieme a monetine fuori corso, un vecchio gettone telefonico. Quel gettone ci permetteva conversazioni a tempo, chiusi in cabina, protetti da orecchi indiscreti, col mondo fuori che non era più affare nostro. Il vecchio gettone ben presto fu sostituito dalle monete. E noi sempre là, nella nostra cabina, con lo sguardo fisso sul display e l’orecchio attento al suono che scandiva gli ultimi secondi utili di conversazione. Con l’avvento dei cellulari le cabine telefoniche pare non abbiano più ragione di esistere. Trecentomila nell’anno 2000, oggi se ne contano centotrentamila sul territorio nazionale. L’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha dato via libera alla Telecom per un graduale smantellamento, per un numero di circa trentamila l’anno. Entro il 2015 saranno sparite del tutto. Resteranno in funzione le intoccabili: negli ospedali, in alcuni uffici pubblici, nelle carceri, nelle scuole e in quei comuni poco coperti da rete per telefonia mobile. In un futuro non troppo lontano diventeranno oggetto d’antiquariato e nell’era dello stile vintage c’è da credere che fra una decina d’anni, resteremo affascinati osservandone una. Addio, dunque, cara vecchia cabina telefonica! A meno che non ci siano cittadini disposti a salvarle: sessanta giorni prima dello smantellamento, sulla cabina, potrà capitare di trovare un cartello con l’avviso della rimozione. Chi vorrà opporsi potrà contattare l’Agcom via telefono o via mail. Il Garante, prese in considerazione le richieste e appurata l’importanza della presenza della cabina in una determinata zona, potrebbe bloccarne la rimozione. Un consiglio: se decidessimo di salvare la nostra amata cabina telefonica ricordiamoci di inviare la segnalazione via mail e mai col nostro telefono cellulare. Un po’ di rispetto!

Emanuela Biancardi