Con l’acquisizione dello stabilimento BioItalia di Adria, avvenuto oggi, Novamont pone le basi per produrre per uso captive il bio-butandiolo, un intermedio chimico sinora ottenuto solo da fonti fossili, scarsamente disponibile rispetto alla domanda e caratterizzato da una vasta gamma di applicazioni che vanno  dai tessuti elasticizzati ai device elettronici alle plastiche per la componentistica dell’auto, etc.  Il valore complessivo del mercato del butandiolo nel mondo è stimato intorno a 3,5 miliardi di euro; attualmente i principali produttori di butandiolo da fonti fossili sono i grandi gruppi chimici mondiali, dalla tedesca BASF alla Dairen di Taiwan alle statunitensi Lyondell, ISP e DuPont, per una capacità produttiva di oltre 1,5  milioni di tonnellate, ancora insufficienti rispetto ad una domanda schizzata verso l’alto anche in seguito al boom dell’economia cinese. Novamont, subito dopo l’acquisizione, procederà alla conversione del sito in cui è localizzato l’impianto utilizzando le proprie competenze tecnologiche nella produzione di monomeri rinnovabili per adattare il processo di Genomatica, pronto per lo scale-up, all’impianto di Adria. Lo sviluppo industriale del processo supporterà la crescita delle bioplastiche commercializzate sotto il marchio Mater-Bi®, nonché altri sviluppi tecnologici e partnership industriali, in linea con la strategia di Novamont delle bioraffinerie integrate sul territorio viste come opportunità per rivitalizzare siti de-industrializzati.  Questo primo impianto di butandiolo, che avrà una capacità produttiva di circa 20.000 ton/anno, dovrebbe poter iniziare la produzione dell’intermedio intorno alla metà del 2013. Con la riconversione dell’impianto di BioItalia, viene dato avvio alla prima fase della Piattaforma Biotecnologica Novamont mirante a sviluppare e applicare con maggiore velocità e focalizzazione processi biotecnologici industriali che, partendo a monte dalla filiera agricola, consentano a valle ulteriori possibilità di crescita alla chimica verde. Lo stabilimento di Adria, che fino al 2006 ha prodotto lisina impiegando più di 60 persone, è stato utilizzato per attività sperimentali. Attualmente, dei 27 dipendenti rimasti, 17 sono in cassa integrazione. Con l’acquisto del ramo d’azienda tutti i 27 dipendenti dell’impianto BioItalia di Adria passano a Mater-Biotech che ha già siglato un accordo con le organizzazioni sindacali territoriali.