pietro_grassoDopo l’intervento di ieri l’altro alla convention della sinistra italiana che non si riconosce nel PD renziano il presidente del senato Grasso non sembra voglia lasciare dubbi sulla sua scelta di campo. Il suo compito non è agevole. Siamo al cospetto di partiti che pur avendo una comune matrice ideologica sono attraversati da faide interne e distinguo di metodo e di azioni che li hanno tenuti separati e diffidenti a lungo rispetto ai gruppi fratelli. L’ambizione, ci sembra di credere, è anche quella di ricostituire il centro sinistra dopo lo tsunami che ha investito un partito che pur lacerato al suo interno pensava di aver ritrovato il suo equilibrio con il nuovo segretario Matteo Renzi. Purtroppo non è stato così. Il suo disegno è stato quello di distruggerlo per lasciare campo libero al centro destra berlusconiano e con la possibilità, essendosi liberato dell’area che si richiama alla sinistra storica, di potersi alleare senza patemi d’animo, con il centro destra e raggiungere la maggioranza per governare il Paese. E’ stata per Renzi un’operazione studiata a tavolino per consentirgli di realizzare un’alleanza che già era nell’aria e che ora si può concretizzare con la benedizione dei potentati europei.
E’ questo lo scenario che si prospetta per alcuni osservatori politici in nome della continuità di un impianto di governo politico-economico-finanziario ben consolidato dalle logiche della globalità e del liberismo creativo dove il profitto la fa da padrone al prezzo della cinica violazione dei diritti delle classi sociali meno abbienti. A questo punto è necessaria una rottura profonda tra il passato e il futuro che può determinarla solo chi è meno compromesso, politicamente parlando, con il vecchio establishment.

(Centro studi politici e sociali della Fidest)