Firenze –  “L’accoglienza diffusa non riguarda solo il mondo rurale, ma il turismo ed il complesso delle attività economiche. Ad un turismo di massa c’è la possibilità di affiancare un turismo ‘slow’, che vuole conoscere in modo diretto il territorio, spesso nascosto, la sua gente, le sue tradizioni”.

Così Loris Rossetti, presidente della commissione Agricoltura del Consiglio regionale, ha aperto i lavori del convegno “Albergo diffuso: un’opportunità di sviluppo per i borghi rurali”, che si è svolto questo pomeriggio nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi. Un appuntamento, organizzato insieme alla commissione Sviluppo economico, al quale non ha voluto mancare Gianni Salvadori, assessore regionale all’agricoltura. “La Toscana è una terra eccezionale, unica per paesaggio, cultura, storia, con i suoi prodotti enogastronomici di qualità, i suoi agriturismi – ha osservato – Dobbiamo creare delle reti, che ci mettano nella condizione migliore per offrirci al mondo”. “Non possiamo pensare – ha aggiunto – di prendere le leggi esistenti, rivolte alle grandi strutture, ed applicarle alle piccole realtà”.

A Pier Paolo Tognocchi, consigliere segretario della commissione Agricoltura, il compito di introdurre i lavori. “Il mondo rurale ha sempre mostrato grande flessibilità, come nel caso degli agriturismi – ha osservato – I piccoli borghi possono diventare strutture di accoglienza senza rinunciare alla propria identità, grazie alla coesione di un’intera comunità che si fa ospite. Un’ospitalità diffusa, che non consuma nuovo territorio, ma cerca di valorizzare quello che c’è”.

Il concetto di fondo di albergo diffuso, ha spiegato Maurizio Droli dell’associazione nazionale degli operatori di settore, è quello di “portare sviluppo dove non c’è” e la Toscana, con le sue belle paesaggistiche, il suo patrimonio artistico-culturale e la sua qualità del vivere, è il luogo adatto per realizzare questo tipo di offerta turistica.

La testimonianza di Ercole Lega, proprietario dell’albergo diffuso “Locanda Senio” a Palazzuolo sul Senio (FI), ha messo in risalto la necessità di dotare il settore di regole flessibili rispetto a quelle a cui devono attenersi gli alberghi tradizionali inseriti nelle città.

“Su questi temi le commissioni Agricoltura e Sviluppo economico devono avere la massima disponibilità a coniugare il loro lavoro”, ha dichiarato il vicepresidente della terza Commissione, Nicola Nascosti. “Noi siamo disponibili, così come hanno sollecitato gli interventi degli operatori e delle associazioni di categoria, a rivedere le norme inserite nel Testo unico sul turismo, perché siamo convinti che l’albergo diffuso può contribuire a valorizzare non solo i borghi dimenticati, ma tutta la Toscana”.

 

Fonte: Consiglio Regionale Toscana