Il consorzio  interuniversitario Almalaurea, ha svolto un indagine su 400.000 neolaureati e ha stabilito nel suo XIV rapporto che il numero di disoccupati laureati triennali è passato dal 16%  al 19% . Inoltre per i laureati specialistici la percentuale aumenta dal 18%  al 20% , di cui non vengono escluse nemmeno le lauree a ciclo unico come medicina, veterinaria, architettura e giurisprudenza che sono passate dal 16,5 al 19%. Purtroppo tali dati sono i riflessi di una politica italiana che in questi anni ha poco investito nel settore dei giovani, a differenza di altri paesi europei. Inoltre i dati rispetto al 2007 sono ancora più catastrofici, in quanto i disoccupati laureati triennali sono aumentati rispetto ad allora del 8% e quelli specialistici dell’9%. I contratti a tempo indeterminato calano vertiginosamente rappresentano il 42,5% per i laureati triennali e il 34,5% per i laureati specialistici e aumentano sempre di più forme contrattuali meno stabili a tempo determinato, interinale e addirittura nero. A un anno dalla laurea la retribuzione varia dai 1.105 netti per i laureati triennali ai 1.150 per quelli specialistici a ciclo unico e 1.180 per i laureati con specialistica, perdendo elevato potere d’acquisto rispetto ad indagini precedenti. Inoltre la quota percentuale di aventi lavoro in Italia è ancora attualmente molto basata sul diploma, difatti i laureati presentano un tasso di disoccupazione maggiore di 11% rispetto ai diplomati.

Giuseppina Barone