GRAZIE ALLA TECNOLOGIA TELESAL CARCERATE E OPERATRICI SI SOTTOPONGONO A SCREENING MAMMOGRAFICO
Primavera di prevenzione al tumore al seno per le donne della Casa Circondariale di Pozzuoli. Con l’evento le “Donne di Dentro”, promosso dall’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, Giuseppina Tommasielli con la collaborazione di TELESAL, del Policlinico Federico II di Napoli e dell’ASL Napoli 2 Nord, il mezzo mobile TELESAL è entrato nel carcere femminile di Pozzuoli per permettere alle carcerate e
alle operatrici di sottoporsi ad uno screening specialistico per la prevenzione del tumore al seno. TELESAL è l’ambizioso programma di assistenza medica a distanza basato sulle tecnologie satellitari, sviluppato da ASI –Agenzia Spaziale Italiana- con il Ministero della Salute e un team di Aziende italiane, Università, Istituti di Ricerca ed Enti pubblici. Oggi, rispondendo alla richiesta dell’Assessore Tommasielli che
ha inteso con questa iniziativa promuovere: “ la tutela della dignità delle “Donne di Dentro” garantendo loro la salute”, TELESAL ha inteso, con l’esperienza di Pozzuoli, dimostrare che la sua tecnologia innovativa è in grado di dare risposte alle criticità e alle emergenze dalla sanità in carcere perché è facile immaginare che se oggi il suo camper è attrezzato con apparecchiature ad alta definizione per lo screening
mammografico domani con lo stesso criterio può essere trasformato in un ambulatorio a trecentosessanta gradi, di medicina generale e specialistica capace di offrire tutela della salute e risparmio sulle spese e nessuna necessità di scorte. Il Direttore del Carcere Stella Scialpi ha poi sottolineato come: “ Tecnologie come quelle proposte da TELESAL rappresentano un valido sostegno, in questo periodo di
assestamento che segue il passaggio, sancito nel 2008, dalla medicina penitenziaria, che prima era appannaggio esclusivo dell’amministrazione penitenziaria, alle ASL”.
Le donne da sottoporre all’esame sono state individuate tra le 200 presenti nel carcere con il seguente criterio:
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Tutte le detenute e le lavoratrici della struttura che hanno un’età compresa tra i 50 ed i 69 anni (purché non si siano sottoposte ad alcuna controllo mammografico negli ultimi 2 anni)
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Tutte le donne che hanno più di 45 anni e che per storia familiare sono da considerarsi soggetti a rischio (purché non si siano sottoposte ad alcuna controllo mammografico negli ultimi 2 anni)
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le donne per le quali è stato richiesto un approfondimento dal senologo in attività presso il carcere
Le donne che si sono sottoposte all’esame, circa 60, hanno potuto avere il referto, in tempo reale, effettuato dall’Unità di diagnostica per immagini diretta dal Alfonso Ragozzino presso l’ospedale S.Maria delle Grazie di Pozzuoli. Eventuali casi positivi verranno valutati e trattati dall’Unità di Oncologia della Seconda Università di Napoli diretta dal Prof. Sabino de Placido.
Fabio Faltoni, presidente della Kell, azienda a capo del team che ha lavorato a TELESAL ha sottolineato: “Questo evento è inteso come una vetrina per le istituzioni, che alla luce di ciò che emergerà avranno una nuova consapevolezza nel ridisegnare la
problematica sanitaria penitenziaria nell’attuale contesto in cui sono imprescindibili qualità e contenimento delle spese”.

