(AGENPARL) – Roma, 24 apr – “La procura di Cagliari avrebbe deciso di oscurare cinque siti Internet ospitati su service provider italiani per un’inchiesta sul terrorismo. Si tratterebbe della prima volta che in Italia si passa alla chiusura di una pagina on line, con un provvedimento del Pubblico Ministero, senza che vi sia una decisione di un giudice terzo. Secondo quanto ci hanno comunicato alcuni legali e organizzazioni per la liberta’ nella e della Rete, nei siti al centro del provvedimento dei PM non ci sarebbero contenuti proibiti”. Lo dicono i senatori Marco Perduca (Radicali) e Vincenzo Vita (Pd), che sulla questione hanno presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

“Come riportato anche dal sito dell’Espresso – spiegano i due senatori – i primi due siti in elenco, blog.libero.it/islamnuri e blog.libero.it/islamitalia, risultano gia’ cancellati dalla piattaforma Libero (non semplicemente oscurati dai provider). Sugli altri tre al momento non c’è traccia del materiale contestato né dei nomi dei due indagati: ummusama.wordpress.com, islamo-il-monoteismo.over-blog.com e abulbarakat.wordpress.com. “Pertanto nell’interrogazione – proseguono i senatori – chiediamo al ministro Cancellieri chiarimenti su alcuni aspetti della vicenda, quali: a che titolo i blog (quindi spazi virtuali) con nome e cognome di cittadini italiani, che non sembrano contenere alcuna indicazione di costruzione di bombe ma anzi si segnalano per la discussione su elementi religiosi e/o di vita quotidiano della comunità islamica italiana o simili siano stati chiusi d’autorità in via d’urgenza e a quale titolo cittadini italiani di fede islamica, che si sono sempre contraddistinti per il dialogo interetnico, siano soggetti a procedimenti penali d’urgenza. perché non si sia scelta la strada della eventuale cancellazione di frasi proibite anziché l’intera eliminazione di forum di discussione nei quali la comunità islamica si ritrovava, atteso che dall’analisi dei blog non appare alcuna evidenza di reato. E ancora: perché sia stato imposto a tutti i fornitori di accesso ad internet l’obbligo di impedire l’accesso ai blog in questione a tutti i cittadini italiani, privando cosi soggetti che non hanno alcunché a che vedere con qualsiasi attività illecita di avvalersi di un dialogo religioso e culturale, o di semplice discussione attraverso la rete internet”, concludono i senatori.