Anche la Serbia oggi è impegnata in una tornata elettorale. Nel Paese dei Balcani si sta votando  contemporaneamente per le presidenziali anticipate, le legislative, le municipali e le regionali in Voivodina (nord)

Si tratta di un vero e proprio super-turno elettorale.

Il candidato nazionalista del partito del progresso serbo, Sns, Tomislav Nikolic, sfida il presidente uscente Boris Tadic leader del Partito democratico, Ds, per  la poltrona di capo dello stato.

Nikolic è  già stato battuto da Tadic sia nelle presidenziali del 2004 sia in quelle del 2008.

Saranno le urne a decretare l’esito della sfida tra questi due principali schieramenti.

Si tratta di un vero e proprio test sulle aspirazioni europee del Paese balcanico. in quanto Nikolic è un conservatore e di ispirazione nazionalista, mentre Tadic è riformista, europeista e filoccidentale.

Tadic  punta al terzo mandato ed è  dato leggermente avanti, 36 %, rispetto al  rivale, 35%, e secondo tutti i sondaggi della vigilia saranno proprio loro  che disputeranno il ballottaggio del 20 maggio prossimo.

Distanziati gli altri 10 candidati in lizza per le presidenziali. Solo il ministro dell’interno Ivica Dacic, leader del Partito socialista serbo (Sps), nei sondaggi è dato al 12% .

Per le presidenziali e le legislative sono chiamati al voto anche circa 110 mila serbi del Kosovo.

I 6,7 milioni di elettori potranno votare dalle 7  e fino alle 20 di oggi  in oltre 8.500 seggi.

Secondo i dati diffusi l’affluenza alle urne è  in leggero aumento rispetto alle precedenti elezioni del 2008.

A vigilare sul voto circa 1.500 osservatori locali e stranieri.

Per quanto riguarda invece, le elezioni parlamentari sui 18 partiti in lizza, i sondaggi danno ancora per  favortiti i nazionalisti dell’Sns, primi,  e il Ds, secondi.

Nelle legislative maggiori consensi sono infatti, assegnati dai sondaggi all’Sns di Nikolic  dato al 33% rispetto al 28%  assegnato al partito di Tadic che però, sono favoriti sul piano delle alleanze.

Entrambi non dovrebbero avere problemi ad entrare in parlamento in quanto la soglia da superare è del 5%.

Il parlamento serbo è monocamerale ed è composto da 250 seggi.

Tra le altre forze politiche che puntano al superamento dello sbarramento sono due partiti di area democratica-filoeuropeista: il Partito liberal democratico (Ldp) di Cedo Jovanovic e l’Unione serba delle Regioni (Urs) dell’ex ministro dell’Economia, Mladjan Dinkinc.

Si vota inoltre, per il rinnovo delle istituzioni della Vojvodina, regione autonoma a forte presenza ungherese, ed in 150 comuni e 24 città. Tra queste anche Belgrado, dove è accesa la sfida a sindaco tra il democratico uscente Dragan Djilas, ed il progressista, Aleksandar Vucic.