L’operazione odierna rappresenta un importante successo nel più generale quadro di contrasto all’illecito mercato di beni culturali archeologici. Tale attività, sviluppava grazie all’efficace azione dei Carabinieri del Nucleo T.P.C. di Cosenza e dei paritetici dislocati su tutto il territorio Nazionale, ha portato al sequestro di migliaia di reperti archeologici illecitamente detenuti. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone e svolte dal Nucleo TP.C. di Cosenza, hanno preso spunto dall’individuazione di un personaggio della provincia di Crotone, abitualmente dedito alla illecita ricerca sul territorio calabrese ed alla commercializzazione di beni di natura archeologica, mediante l’aggiudicazione di aste ed inserzioni online. I successivi approfondimenti investigativi consentivano di ricostruire la consistenza dell’intero traffico e di identificare gli operatori del mercato clandestino di riferimento. L’indagine, condotta in varie fasi e località del territorio nazionale, ha portato alla denuncia di 70 persone, per reati che vanno dalla ricettazione alle violazioni al Testo Unico sui beni culturali nonché al sequestro di: 16.344 reperti archeologici tra cui oltre 15.000 monete in argento e bronzo di epoca magno greca, romana e bizantina; 10 metal detector; 1.200 reperti archeologici, consistenti in vasi ceramici, fibule, anelli, bottoni, pesi da telaio e monili in ceramica; 42 reperti di natura paleontologica.