IMMIGRATI: SINDACO DI RIACE FA' LO SCIOPERO DELLA FAMERoma, 17 lug – E’ in sciopero della fame Domenico Lucano, sindaco di Riace, comune calabrese che ospita 150 immigrati sbarcati a Lampedusa, di cui 30 bambini. Ad animare la sua protesta i compiti disattesi dalla Protezione Civile che, stando alla sua denuncia, non invia più alcun tipo di contributo, portando così ad una situazione “insostenibile – a detta del primo cittadino della Locride, che continua – ci stanno prendendo in giro. Sono stati fatti danni irreparabili con case rimaste senza corrente elettrica. Anche gli esercenti non sono piu’ in condizione di venirci incontro. Solo la farmacia accetta i nostri bonus per il latte a una bimba di sei mesi figlia di una coppia di rifugiati”. Sono 1600 gli immigrati presenti in Calabria, nello specifico in tutti quei comuni che si ‘spopolano’ dei suoi cittadini e che decidono, quindi, di contriubuire alla crescita demografica locale, offrendo ospitalità a chi una casa e un lavoro non ce l’ha. Le competenze delle politiche sociali, allo stato attuale, spettano alla Protezione Civile ed è da lì, a quanto pare, che arriva la falla. A denunciare queste carenze ci ha già pensato il deputato democratico Francesco Laratta che un po’ di mesi fa ha presentato un’interrogazione al Governo, affinchè si attivasse per favorire le politiche di accoglienza e integrazione dei migranti, affinchè si scongiurasse, quanto già avvenuto nella ‘rivolta di Rosarno’. “Le convenzioni firmate tra i soggetti gestori e la protezione civile sono stati disattesi scriveva Laratta nell’interrogazione – si registrano inoltre ritardi nel pagamento delle spettanze agli enti locali e agli enti gestori, costretti ad anticipare, da otto mesi, le spese quotidiane degli ospiti. Si è finito per compromettere il sistema ‘asilo’, trasferendo le competenze dalle politiche sociali alla Protezione civile. Oggi l’assenza di interlocutori istituzionali mette in difficoltà, gli enti che si sono sobbarcati l’onere di rendere meno drammatica la vicenda legata all’emergenza Nord-Africa”.

(Agenparl)