AGRICOLTURAA distanza di quasi trecento anni dall’inizio della rivoluzione industriale che vide il massiccio abbandono delle campagne a favore della città e del lavoro nelle fabbriche, oggi il ritorno alla terra sembra essere l’ultima ancora di salvezza per sfuggire alla fame e alla disoccupazione che in Italia, alla fine del 2012, ha raggiunto il numero di tre milioni di persone. Un dato inaccettabile che questa mattina il commissario UE all’ occupazione Laszlo Andor ha definito essere una tragedia per l’Europa.

I dati Istat resi noti oggi su Pil, lavoro ed inflazione, conclamano l’agonia strisciante del nostro Paese; cala l’inflazione, calano i consumi, cala il Pil ed il numero dei senza lavoro tocca livelli mai raggiunti prima. La mancanza di una occupazione, unita al peso fiscale, crescerà di altri 34 miliardi e produrrà effetti disastrosi anche nel2013 con un impatto negativo sul Prodotto Interno Lordo in termini di sottrazione di crescita di 0.7 punti percentuali.

Anche se per il quinto mese consecutivo i prezzi delle derrate alimentari sono rimasti stabili, il carrello della spesa diventa sempre più leggero: poca carne rossa, poco pesce, poco vino, tanto pollame, tantissima pasta. E per frutta e verdura ci si rivolge più spesso direttamente ai produttori, evitando la filiera della media e grande distribuzione.

E’ proprio dall’agricoltura, e non solo per il risparmio della vendita al dettaglio, che arrivano alcune scialuppe di salvataggio sociale: dalla Coldiretti giunge la notizia che nel 2012 nel comparto agricolo si è registrato un boom di assunzioni, il più elevato aumento nel numero di lavoratori dipendenti con un incremento record del 3,6 per cento, in netta controtendenza con l’andamento generale. Un trend positivo che prevede anche l’aumento della domanda di livelli più elevati di professionalità e figure specializzate in grado di soddisfare tutto il processo produttivo, dalla coltivazione alla vendita: dal trattorista al taglialegna fino al potatore, ma anche per quelle innovative all’ interno dell’ impresa agricola come l’ addetto alla vendita diretta di prodott itipici, alla macellazione, alla vinificazione o alla produzione di yogurt e formaggi.

In questa direzione va anche il progetto AgriTorino, un’ iniziativa solidale che unisce le grandi sigle del volontariato torinese come Sermig, Cottolengo e Salesiani, affiancate da Padri Somaschi, PerMicro e Piazza dei Mestieri, che propone un patto tra produttori e consumatori: terre abbandonate o sottoutilizzate saranno affidate ai “nuovi” agricoltori del 2013 in particolar modo giovani e disoccupati, formati secondo criteri di un’agricoltura ecosostenibile, con l’ obiettivo di offrire un reddito equo a chi le coltiva, garantire un prezzo etico a comunità e famiglie in difficoltà e mettere a disposizione dei consumatori prodotti di qualità a prezzi contenuti.

L’ iniziativa partirà utilizzando i terreni dati in comodato d’ uso, inizialmente da Cottolengo e Salesiani, che metteranno a disposizione 15 giornate di terra in località Cumiana e Caramagna, in provincia di Torino e Cuneo e si prevede l’arrivo anche di altri privati e aziende. Ancora una volta sarà l’amore e la cura per la Madre Terra a dare una speranza all’Umanità.

Lavinia Macchiarini