Il Consiglio dell’VIII^ Circoscrizione del comune di Palermo ha approvato, il 7 maggio scorso, una mozione con la quale impegna l’Amministrazione comunale ad apporre una targa commemorativa intitolata a Giovanni Bonsignore, alto dirigente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia il 9 maggio del 1990. La targa dovrebbe essere apposta in via Alessio Di Giovanni 31, luogo dove è avvenuto l’efferato delitto. Un delitto che il giudice Giovanni Falcone definì “di alta mafia”. Avvocato civilista, Bonsignore era entrato in regione nel 1968 dove per circa vent’anni (di cui gli ultimi sei nella veste di Capo) aveva lavorato al settore Commercio dell’Assessorato alla Cooperazione. Alla fine del 1989, con singolare rapidità, era stato trasferito all’Assessorato Enti Locali dopo aver redatto una relazione nella quale aveva ritenuto “illegittima” l’assegnazione di un finanziamento di 38 miliardi destinato al “Consorzio mercati agroalimentari Sicilia”.
«Giovanni Bonsignore ha pagato con la propria vita l’impegno per la difesa della legalità, schierandosi contro le logiche del malaffare che attanagliano la nostra società e adoperandosi fattivamente per debellarle – si legge nella mozione approvata dal Consiglio dell’VIII^ Circoscrizione – considerato che è una responsabilità civica commemorare il ricordo di chi, come Giovanni Bonsignore, ha contribuito alla lotta contro ogni forma di illegalità, dando un esempio di rigore e rettitudine da tramandare alle nuove generazioni, il Consiglio dell’Ottava circoscrizione impegna l’Amministrazione comunale ad apporre una targa commemorativa, intitolata a Giovanni Bonsignore».
Toni Baldi

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