L’istituto di credito tedesco avrebbe occultato perdite per 12 miliardi di dollari: la cifra per salvare Cipro
C’è uno spettro che si aggira per l’Europa. Ma non è – per citare Marx ed Engles – quello del comunismo, bensì della mala finanza. Si tratta di una notizia potenzialmente destabilizzante, uno scandalo di dimensioni pari a quello della manipolazione del Libor o, per guardare in casa nostra, a quello del Monte dei Paschi.
La vicenda, passata un po’ sottotraccia sui medi italiani, coinvolge uno degli istituti di credito più solidi, almeno nell’immaginario collettivo, del Vecchio Continente: la Deutsche Bank. La denuncia parte da tre ex dipendenti dell’istituto di credito tedesco, secondo i quali la banca avrebbe occultato perdite su derivati per un valore complessivo di 13 miliardi di euro, che si inscrive in un’esposizione verso questi strumenti finanziari pari a 130 miliardi.
Quella che poteva essere solo un’indiscrezione ha trovato però conferma in un articolo del Financial Times che riporta come, tra il 2007 e il 2009 la Deutsche Bank avrebbe “evitato di conteggiare“ perdite per la bellezza di 12 miliardi di dollari (9 miliardi e rotti di euro). Esattamente la stessa cifra individuata dai tre ex dipendenti. Per avere un’idea del buco, basti pensare che si tratta di una cifra pari al doppio dei guadagni che la stessa banca aveva dichiarato nel 2011. Oppure la tranche di aiuti inviata di recente a Cipro.
La portavoce della DB, Renée Calabro, ha replicato alle accuse in una mail all’agenzia Reuters: “Le accuse di inesattezza dei rendiconti finanziari, che risalgono a più di due anni e mezzo fa e vennero divulgate pubblicamente nel giugno del 2011, sono state oggetto di un’attenta e minuziosa investigazione e sono del tutto infondate“.
La realtà delle cose però, sta assumendo una piega un po’ diversa: la Bundesbank avrebbe aperto un’inchiesta per vederci più chiaro e – sempre secondo il Financial Times – una missione di funzionari della Banca Centrale Tedesca avrebbe in programma incontri a New York la prossima settimana per approfondire la vicenda.
A questo punto, è lecito porsi due interrogativi: è giusto e sensato che a fare chiarezza su una faccenda potenzialmente destabilizzante per tutto l’equilibrio finanziario e monetario dell’Eurozona sia un’ istituzione tedesca invece che la Bce?
E ancora: mentre si protrarranno le indagini, verranno stanziati gli aiuti a Cipro, con un interesse che dovrebbe aggirarsi intorno al 2,5%. La parte più “generosa” dovrebbe arrivare proprio dalla Germania che otterrà dal prestito un interesse di circa un punto e mezzo percentuale in più rispetto a quello normalmente garantito dai Bund. In Europa quindi, per dirla come il claim della Deutsche Bank, rimane sempre alta la “Passion to perform” della Germania.
Fulvio D’Andrea

