Si sta consumando in queste ore forse l’ultimo atto dello scontro in atto tra l’Ad Fiat, Sergio Marchionne e la Fiom, il sindacato delle tute blu della Cgil. La questione riguarda i piani di Marchionne per la casa automobilistica torinese. La strategia di Fiat è quella di siglare accordi separati che introdurranno nuove regole per gli stabilimenti di Pomigliano D’Arco e di Mirafiori. In prima fila si trova lo stabilimento campano di Pomigliano D’Arco della Fiat dove si costruirà la nuova Panda. Oggi a Roma si sta discutendo, presso la sede del Lingotto in via di Monte Savello, la stesura del nuovo contratto di lavoro che regolerà il rapporto di lavoro dei 4.600 lavoratori di Pomigliano con la newco. Una società che non entrerà in Confindustria e quindi c’è bisogno di un nuovo contratto per riassumere i lavoratori. Stamani alle 10,30 si è aperto il tavolo per discutere su questo contratto. A sedere intorno al tavolo i rappresentati della Fiat e i rappresentanti dei sindacati della Fim, Uilm, Ugl metalmeccanici, Fismic. All’ordine del giorno i temi del salario, dei minimi tabellari e degli scatti di anzianità. Le parti puntano a chiudere nel tardo pomeriggio. Una volta che sarà stato definito il contratto della newco, la Fiat darà il via alle riassunzioni dei lavoratori ora in cassa integrazione e al programma di investimenti promesso che è di circa 700 milioni di euro. Le assunzioni nella nuova società di Pomigliano di fatto inizieranno da gennaio prossimo e il nuovo contratto dovrebbe prevedere anche un aumento di salario di oltre 360 euro lordi l`anno. Quella che si sta approvando è però, una normativa transitoria che scade il 31 dicembre del 2012. Nel frattempo Confindustria e Federmeccanica dovranno lavorare per mettere a punto un nuovo contratto dell`auto dopo che Fiat ha ‘rinnegato’ quello nazionale. Dopo Pomigliano sarà poi, la volta del contratto per la newco di Mirafiori. Quello odierno segue di poche ore l’incontro di ieri in cui si era discusso dell`inquadramento professionale, di diritti sindacali e delle norme che sono state condivise dall`accordo del 15 giungo sul sito di Pomigliano non condiviso però, dalla Fiom. Il sindacato delle tute blu della Cgil non è d’accordo con le proposte Fiat e non partecipa ai lavori. Proprio oggi il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini ha annunciato uno sciopero di 8 ore per tutta la categoria dei metalmeccanici da farsi il 28 gennaio prossimo. E’ questo il modo scelto dai metalmeccanici della Cgil per protestare contro l`accordo su Mirafiori raggiunto dagli altri sindacati con la Fiat il 23 dicembre scorso. Un accordo separato su cui i lavoratori dovranno presto esprimersi con un ‘SI’ o un ‘NO’ come è stato fatto a Pomigliano. La preoccupazione principale della Fiom è che il percorso avviato da Fiat possa fare scuola e comporti il rischio che diventi un esempio, una strategia, adottata poi, da tutte le imprese italiane. “il Lingotto vuole operai schiavi, senza diritti e sotto ricatto”, ha spiegato il segretario generale della Fiom, Landini. Mentre in Italia è in corso questa lunga e faticosa vertenza sugli stabilimenti Fiat nel Paese, in Brasile viene posata la prima pietra del nuovo stabilimento Fiat di Ipojuca, nello stato nordorientale del Pernambuco. Dove la Fiat produrrà circa 200mila auto l`anno e che darà lavoro a 3.500 persone. Un impianto in cui il gruppo di Mirafiori ha annunciato che investirà 1,3 miliardi di euro. Si tratta solo di un investimento iniziale che fa parte di un programma di spese più vasto e che prevede nel quinquennio 2011-2014 un investimento pari a 4,4 miliardi di euro. Questo non è altro che l’emblematica dimostrazione che ormai il processo di trasformazione dell`industria automobilistica è in atto anche in Italia ed è condizionato dalla globalizzazione e dal mercato.

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