aung-san-suu-kyiRoma, 28 ott.  “Il Premio Marisa Bellisario è un riconoscimento prestigioso e ringrazio un`altra meritata Mela d`Oro, il ministro Bonino, per avermi regalato l`occasione di guardare negli occhi e consegnare ad Aung San Suu Kyi un riconoscimento assegnatole più di vent`anni fa”. Così la presidente della Fondazione Bellisario Lella Golfo alla Farnesina nel corso di un incontro organizzato dal ministro degli Esteri tra la leader birmana e un ristretto gruppo di donne d`eccellenza. “Ho immaginato e sognato questo momento tante volte in questi lunghi anni. Era il 1992 – ha dichiarato Golfo, secondo quanto riferisce un comunicato della Fondazione Marisa Bellisario – quando la Fondazione Bellisario ha voluto assegnare il Premio Bellisario ad Aung San Suu Kyi. Lei era già agli arresti domiciliari e venne a ritirarlo il figlio Kim, che allora aveva appena 15 anni. Oggi ho portato le foto di quel giorno per restituire ad Aung San Suu Kyi uno dei mille momenti persi nei lunghissimi anni di prigionia”.

“Mio figlio Kim mi ha dato la spilla della Fondazione Bellisario, una piccola Mela, che conservo come portafortuna ed è una gioia dopo tanti anni poter finalmente ritirare questo Premio” ha dichiarato il premio Nobel per la Pace, anche lei commossa. “Con la sua storia di coraggio e sacrifici – questa la motivazione del Premio Marisa Bellisario – privazioni e sofferenze, con la sua fede assoluta nei valori universali di pace e democrazia, ha dato a tutti noi una lezione che non possiamo e dobbiamo dimenticare mai. Icona e simbolo di libertà, con il suo esempio di vita e di lotta testimonia la forza della volontà di una donna, madre dei propri figli e del mondo intero, pronta a sacrificare la propria esistenza in nome di ideali sacri. La Mela d`Oro è il nostro `grazie` a una grande donna, che con il suo esempio ha vinto la battaglia più importante: per la libertà, la pace, la vita”.

 

(Adnkronos)