Il governo ha deciso di imbarcare militari e contractor a bordo dei mercantili italiani. Una decisione che di certo non piacerà ai pirati somali che prenderanno le opportune contromisure. Il decreto legge tanto auspicato da mesi, soprattutto dagli armatori, è finalmente arrivata. Un provvedimento che ha ‘unito’, per il suo varo, governo, alcuni parlamentari, di maggioranza e opposizione, e molti armatori italiani. Quelle approvate, nel ‘DECRETO-LEGGE 12 luglio 2011, n. 107’, quello sulle missioni all`estero per intenderci, sono delle misure atte alla difesa attiva delle navi italiane contro gli atti di pirateria marittima nel mondo. E’ all`articolo 5 della legge sul rifinanziamento delle missioni militari italiane all`estero che viene stabilito che: “il Ministero della difesa può stipulare convenzioni per la protezione delle navi mediante l`imbarco di nuclei militari di protezione (Nmp) della Marina, che può avvalersi anche di altre Forze Armate, e del relativo armamento previsto per l`espletamento del servizio. In alternativa ai militari, sono previsti anche servizi di vigilanza privata”. Il costo della presenza a bordo dei mercantili italiani di personale armato sarà a carico degli armatori delle navi. Al tempo stesso però, agli armatori sarà concesso di scegliere se ricorrere ai militari o ai contractor. Si tratta di misure antipirateria che da tempo CONFITARMA sollecitava e che da subito ha ringraziato il governo e il ministro La Russa per averle adottate e che ha mostrato come una soluzione al problema. Gran bella cosa visto che non saranno loro a dover fronteggiare le conseguenze di questa ‘brillante’ iniziativa adottata dal governo italiano. Infatti, è logico pensare che dopo questo passo dal punto di vista dei rischi ora i marittimi italiani ne correranno molti di più. Di certo i pirati somali ora si regoleranno di conseguenza. Una cosa era fin quando sapevano che a bordo della nave arrembata vi erano uomini disarmati, dei semplici lavoratori impreparati ad azioni quasi da guerra, ed un’altra è sapere che da domani a bordo di quella nave ci saranno uomini armati e addestrati pronti a sparare loro addosso anche per uccidere. Evidentemente non hanno insegnato nulla i fallimenti dei blitz militare delle forze speciali che hanno avuto conseguenze drammatiche. Vedi i casi dei sequestri di navi francesi e statunitensi. I pirati ogni volta hanno risposto in pari modo e quasi sempre a rimetterci sono stati i civili ostaggi a bordo delle navi. Il ricorso all’uso della forza per contrastare il fenomeno della pirateria marittima è da ritenersi come la strada da evitare. Lo possono ben dire gli indiani. L’India infatti, ha reagito militarmente e con forza ai pirati somali. Come conseguenza diretta si è ritrovata a subire un aumento degli attacchi alle sue navi mercantili e quindi dei sequestri. Inoltre, a causa di questa manifestata ostilità, essere un marittimo di nazionalità indiana non è piacevole se si cade in mano ai pirati somali. Non è neanche possibile pensare di mettere uomini armati a bordo ad esempio di una petroliera e poi, pensare che le possano anche usare. E’ risaputo che su queste navi è praticamente vietato fare di tutto per l’alto rischio di esplosioni a causa della presenza di gas esplosivi, figuriamoci ingaggiare una sparatoria. Le conseguenze sono impensabili e indescrivibili. Possibile che nessuno abbia pensato alle conseguenze derivanti da questa decisione. Un’altra considerazione da fare è sul fatto che se l’attacco riesce e la nave è catturata, come si comporteranno i pirati con i contractor caduti nelle loro mani? Si sa come si comportano con i civili per cui è immaginabile come si comporteranno con dei militari. Inoltre, considerando che quelle adottate dovrebbero essere misure atte a proteggere le navi e i marittimi italiani, in giro per i mari del mondo, da atti di pirateria marittima emerge subito un’altra contraddizione. Il fatto che queste misure valgono solo per le navi battenti il tricolore vuol dire che gli altri lavoratori del mare italiani che lavorano su navi battenti bandiere di altri Paesi devono arrangiare da soli? Oppure forse, più in là qualche altro parlamentare si ‘inventerà’ una nuova soluzione che contempli anche loro? In fondo basta mettersi d’accordo e tutto si risolve! Comunque sia ora la Parola passa la Parlamento che dovrà convertire il decreto in legge. Iter tutto in discesa. Gli interessi economici e i profitti che ruotano intorno a questa operazione sono altissimi. Con molta probabilità gli armatori ricorreranno al ricorso dei militari della marina italiana molto poco. Questo, in quanto la scelta armatoriale ricadrà per lo più sul ricorso alle guardie armate private e in particolar modo quelle del posto che intanto già si stanno organizzando da tempo. Il mercato privato della sicurezza marittima in Somalia ha, negli ultimi mesi, subito un grosso balzo in avanti in qualità ma soprattutto in quantità. Numerose le società di sicurezza private che hanno stabilito le loro basi nei porti adiacenti l`Oceano Indiano. Tra le scelte primeggia, oltre la stessa Somalia, il Sultanato dell’Oman per la sua posizione strategica in quanto i pirati somali, in cerca di nuove prede, hanno spostato il loro raggio d’azione verso est. Queste società possono contare nei loro ranghi anche di 400 uomini. Un vero e proprio piccolo esercito. Si tratta per lo più di ex militari che hanno operato nei reparti scelti delle marine di numerosi Paesi, in particolare della Royal Marine britannica, per cui si tratta di personale abituato a lavorare in mare aperto e a rispettare le regole dettate dal comandante della nave. L’idea che si potesse ricorrere all’impiego di guardie armate private in operazioni di scorta ai mercantili italiani nel mare dei pirati, ha sempre destato molte perplessità. Però, in Italia erano in tanti che da mesi sponsorizzavano e spingevano verso una soluzione simile. Alla fine, a quanto pare, l’hanno avuta vinta. I pirati somali già tremano dalla paura e in tanti pensano di mettere i remi in barca tanto ora ci sono uomini armati a bordo dei mercantili italiani a difenderli da loro.
Ferdinando Pelliccia