Dalleditoriale del numero di Aprile 2009 LiberoReporterMinistro Brunetta almeno Lei no…`

In Italia l’azione penale dovrebbe essere obbligatoria. Cioè quando si ha notizia di sospetto reato si dovrebbe aprire un procedimento. Uso il condizionale e spiego il perché: da circa un anno, i nostri lettori lo sanno, ma pure all’Inps Direzione Generale di Roma l’argomento è già noto, ci siamo occupati nello specifico del Concorso a 15 dirigenti del 2002, poi lievitato a 45 posti, in cui sono emerse una serie di presunte irregolarità nella correzione degli elaborati, che alcuni candidati al concorso risultati non idonei hanno potuto verificare di persona (grazie alla legge sulla trasparenza DL 241/90): mancata correzione di gran parte degli elaborati; segni sui fogli che potrebbero essere stati utilizzati per risalire all’identità del candidato.
Inoltre un cospicuo numero di idonei, come pubblicato sulla nostra rivista di dicembre 2008, non avevano i requisiti per essere ammessi al concorso, ma, come per incanto, questi signori e signore, sono adesso assunti in ruoli dirigenziali, alla faccia di chi i requisiti li aveva e si è ritrovato con un pugno di mosche. Subito dopo la prima inchiesta pubblicata a marzo 2008 si accennò a un primo timido movimento: secondo alcune indiscrezioni la Polizia di Stato si presentò presso la Direzione Generale all’Eur di Roma (aprile ‘08) per sequestrare degli atti relativi al concorso. Poi, in puro stile italiano, il silenzio ha pervaso l’intera vicenda. Silenzio anche da parte di altri media nazionali – di norma si lanciano come falchi in occasioni così ghiotte – che forse hanno dovuto allinearsi al silenzio imposto dai vertici dell’Istituto.
La Procura di Roma in tutto questo è rimasta assente, così come la Corte dei Conti, che ricordiamo ha all’interno dell’Istituto previdenziale italiano un suo Magistrato «vigilante». Ma c’è un altro silenzio «eccellente»: il Super Iper Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Mister “adesso risolvo tutto io” e “perseguiamo i fannulloni” da ben 9 mesi non ha ancora risposto all’interrogazione in Senato (atto ispettivo 3-00191) presentato dal Sen. Tomaselli (PD) a luglio del 2008. Ed il Ministro Brunetta, siamo certi, è a conoscenza dell’inchiesta da noi svolta, in quanto ci siamo permessi di inviare in Corso Vittorio Emanuele alla Sua attenzione tutto il materiale esaustivo (comprensivo anche di stralci dei verbali del CdA in cui si parla apertamente di tali anomalie, alle quali, con ragguardevoli voli pindarici si cerca di porre raffazzonati quanto inutili rimedi). Per uno come Lei, signor Ministro, che fa della meritocrazia uno stile di vita, ci sembra veramente troppo non trovare il tempo di rispondere (risposta di tipo orale, non scritta) su tale argomento che evidenzierebbe come la meritocrazia in questo emblematico caso è andata a farsi fottere (niente di nuovo all’orizzonte… Lo sappiamo benissimo…). Ci aspettiamo da Lei, super Sceriffo Brunetta, moralizzatore di fannulloni dipendenti, un chiarificatore intervento su questo scandaloso silenzio, che ha tutta l’aria di voler preannunciare il deposito tombale nelle mani dell’oblio, di una vicenda, che se confermata da una doverosa inchiesta da parte della magistratura, aprirebbe uno squarcio sinistro sulla gestione concorsuale dell’Inps; anche per sapere se per caso ci sbagliavamo… O abbiamo talmente colto nel segno da meritare il doveroso istituzionale e mediatico silenzio.
Chist’è o paese do’ Sole… Non vorremmo oggi aggiornarne i versi: Chist’è o paese delle Sole…
Gaetano Baldi