Continua a persistere la ‘pericolosissima’ presenza di amianto in Corso A. De Gasperi in Afragola (NA).
Una presenza che è a pochi metri dalla scuola media statale ‘Settembrini’ e dal poliambulatorio e sede della locale ASL oltre che da un posto di primo soccorso.
Per cui si è in prossimità di un luogo altamente frequentato da persone di ogni fascia di età, ma soprattutto minori, in cui è presente un rifiuto tossico e nocivo.
Fonte del pericolo è un pezzo monco di canna fumaria in Eternit.
L’eternit è un materiale altamente pericoloso in determinate condizioni.
Si tratta di un composto costituito da cemento-amianto.
La sua pericolosità risiede proprio nel fatto che esso contiene amianto che è un minerale presente in natura costituito da silicati a struttura cristallina e fibrosa.
La dispersione di queste fibre nell’aria ne provoca la pericolosità.
Se respirate, infatti, le fibre e le polveri di amianto possono causare tumore dell’apparato respiratorio.
Si tratta quindi di un fatto di inaudita gravità sia per l’atto compiuto sia per i fatto che un materiale così altamente pericoloso sia stato abbandonato in strada da qualcuno e ancor di più ivi lasciato per settimane senza essere rimosso.
In caso di non integrità di un manufatto in eternit si possono verificare infatti, rilasci di elevata entità, occasionali e di breve durata, di fibre e polveri di amianto. Il pezzo monco di canna fumaria non è integro per cui rientra nella categoria di pericolosità prevista. Infatti, è in base alle condizioni del manufatto che si determina la tipologia di intervento da adottare.
Nei casi di materiali danneggiati, come quello abbandonato in via De Gasperi ad Afragola, deve essere adottato con urgenza un intervento
di bonifica. Un intervento che consiste nella rimozione del manufatto. Da questo si evince che per il pezzo monco di canna fumaria tale intervento andava fatto immediatamente ed invece, dopo 18 giorni il manufatto in eternit è ancora sul marciapiede in Corso De Gasperi di fronte alla Scuola Media ‘Settembrini’.
Si tratta di 18 giorni in cui il monco di canna fumaria in eternit contente amianto ha rilasciato di certo nell’aria le sue mortali fibre che costituiscono un rischio potenziale per la salute delle persone che risiedono nelle vicinanze del luogo ove è depositato o vi soggiornano per motivi di lavoro o altro.
L’intervento di rimozione purtroppo comporta costi molto elevati che ora sono a carico dell’Amministrazione Comunale in quanto l’autore
del suo abbandono sul marciapiede è ignoto.
Il manufatto è stato abbandonato sul lato opposto della carreggiata dove ha sede il plesso scolastico. In quel luogo fino a pochi giorni fa vi erano allocate anche delle campane per la raccolta del vetro ora rimosse.
L’abbandono molto probabilmente è stato compiuto da qualcuno che approfittando della notte, ha depositato il pezzo monco di canna fumaria nel primo posto che gli è capitato a portata di mano, potrebbe essere un residente come anche qualcuno venuto da altra parte.
Purtroppo il luogo dove è stato depositato il pericolosissimo materiale è un luogo dove la gente era solita depositare furtivamente i rifiuti.
Pertanto alla persona che doveva disfarsi del manufatto in eternit il posto è sembrato l’ideale senza però, considerare che si trova a
due passi da una scuola.
La cosa o non lo ha preoccupato per niente oppure non ha capito la gravità del suo gesto.
Purtroppo non è possibile accertare in che data sia avvenuto il fatto. Di certo però, non dopo il 3 aprile scorso, in quanto da quella data esistono prove documentarie, costituite da foto, che testimoniano della presenza in quel luogo del manufatto in eternit. Inoltre, in quella stessa data ne è stata divulgata la notizia pubblicando articolo in merito.
Attualmente il pezzo monco di canna fumaria appare avvolto in un telo di cellophane, applicatovi successivamente al 3 aprile scorso, attraverso cui è ben visibile anche il nastro giallo che lo avvolge apposto nei giorni precedenti il 3 aprile scorso che riporta la dicitura in nero: ATTENZIONE PERICOLO AMIANTO.
Inutile dire che è poca cosa quello che è stato fatto anzi, praticamente è stato inutile avvolgere il manufatto nel cellophane se l’intenzione era quella di sperava di annullarne gli alti rischi che questo manufatto può arrecare alla salute pubblica.
Interpellato il comando della Polizia locale è stato indicato come responsabile per competenza il Servizio Igiene Urbana e Tutela Ambientale, l’Ufficio Ispettivo Ecologia e le Attività Produttive la cui sede è in via Olmo in Afragola (NA) di cui è responsabile l’Arch. Giuseppe De Luca. In particolare dell’igiene Urbana e Tutela Ambientale è responsabile il dott. Aniello Castaldo.
La domanda sorge spontanea: come mai non si è ancora provveduto a far rimuovere il pezzo monco di canna fumaria in eternit depositato sul marciapiede in Corso De Gasperi?
Quello dell’amianto è ormai un’emergenza, che non può essere più affrontata in maniera così blanda.
Chi abbandona per strada dell’amianto ha commesso un reato e per questo è da condannare, ma ancora di più chi non interviene a salvaguardare la salute dei cittadini specie se è questo il suo compito.
Il fenomeno dell’abbandono di materiale in eternit, altamente pericoloso, è un fenomeno in costante crescita un po’ dovunque sul territorio
nazionale per cui le Amministrazione comunali dovrebbe cominciare a pensare di sensibilizzare di più i loro cittadini sulle problematiche collegate e anche ad adottare dei provvedimenti atti a dissuadere chi è propenso a questo modo di comportarsi per disfarsi del pericoloso materiale. Ovviamente anche ad intervenire celermente in casi di abbandono in strada specie se densamente popolate e frequentate.
Ferdinando Pelliccia


