Ieri il plenum del Csm ha nominato Giovanni Colangelo Procuratore della Repubblica di Napoli che succede a Giovandomenico Lepore andato  in pensione lo scorso mese di dicembre.

Dopo circa 5 mesi una delle più grande procure d’Italia ha finalmente una nuova guida.

Si tratta della Procura che ultimamente attraverso una delle sue inchieste giudiziarie ha provocato un terremoto nella Lega Nord.

Colangelo di fatto si è visto spianare la strada dopo che prima è finito fuori gioco il favoritissimo  Paolo Mancuso, Procuratore di Nola, che nei giorni scorsi aveva ritirato la sua candidatura alla nomina di Procuratore capo di Napoli. Una decisione che portava ad avere solo due candidati per la guida della più grande procura d’Italia, Giovanni Colangelo, capo della Procura di Potenza, e Corrado Lembo, numero uno della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Alla fine ieri l’ha spuntata con un voto largamente condiviso, 22 voti a favore e 2 astensioni, proprio Colangelo che si è visto ormai vincitore dopo il ritiro anche del candidato di Magistratura Indipendente. Assente al momento del voto il primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo, mentre non ha partecipato alla votazione il togato di Area, Nello Nappi. Gli astenuti sono stati i due laici del Pd, Guido Calvi e Glauco Giostra.

Lo scontro fra le correnti, si è trascinato per mesi attorno a questi tre candidature ‘di bandiera’, Mancuso candidato per Area, Colangelo, candidato di Unicost, Lembo sostenuto da Magistratura indipendente.

La decisione di ritirare la candidatura di Mancuso sembra sia stata determinata dall’invio al Palazzo dei Marescialli di atti della Procura di Palermo, dai pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo.

Si tratterebbe di atti non legati a un’indagine a carico d Mancuso, ma relativi al contenuto di un’intercettazione telefonica che riguarderebbero invece, presunte pressioni esercitate per ottenere i voti dei consiglieri laici del Pdl a suo favore.

Le carte sono state esaminate dal Comitato di presidenza e ufficialmente secretate. Sarebbe stata aperta anche una pratica in prima commissione del Csm. Tale commissione è competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale dei magistrati.