La Corte Costituzionale ha dichiarato oggi, mercoledì 20 giugno, che il Parlamento del Kuwait è illegale perché dominato dall’opposizione. Ha quindi restaurato quello precedente, aprendo una nuova profonda crisi in un Paese attraversato già da profonde dispute politiche.

Secondo quando riferito dall’agenzia ufficiale Kuna e riportato da Le Monde, la Corte Costituzionale ha dichiarato “nulle le elezioni che si sono svolte il 2 febbraio” e ha invalidato il mandato dei candidati dichiarati allora vincitori. “Il precedente Parlamento può riprendere le sue prerogative costituzionali, come se non fosse mai stato sciolto”, ha affermato.

La sentenza è arrivata due giorni dopo il decreto dell’emiro Sabah Al-Ahmad Al-Sabah, che aveva sospeso le funzioni parlamentari per un mese. Si tratta di una misura che era stata presa per calmare le tensioni tra il parlamento e il governo, composto in maggioranza da ministri che fanno parte della dinastia Al-Sabah.

Dure le reazioni dell’opposizione. “Questa sentenza è un colpo alla Costituzione”, ha dichiarato il deputato Mussallam MP. Secondo Al-Barrak, una posizione del genere si può prendere solo con il consenso all’unanimità dell’opposizione.

Almeno sedici sono i parlamentari dell’opposizione appartenenti al nuovo parlamento restaurato che si sono dimessi in forma di protesta contro la decisione della Corte. “Siamo orgogliosi di aver rinunciato a far parte di un parlamento che non è voluto dal popolo”, hanno affermato.

Tredici deputati filo-governativi appartenenti al parlamento restaurato, inoltre, sono stati accusati dall’opposizione di aver ricevuto 350 milioni di dollari di vasetti di vino, cosa che loro stessi avrebbero confermato l’anno prima di fronte alla Procura generale. Il governo non ha ancora reagito a queste accuse, ma ha affermato di voler fare le dovute valutazioni in una riunione straordinaria.

Dopo le dimissioni del Primo Ministro nel mese di novembre 2011, l’emiro aveva incaricato lo  sceicco Jaber Mubarak Al-Sabah di formare un nuovo governo. Questi, però, lo aveva fatto mantenendo gli stessi ministri, cosa che è stata dichiarata come incostituzionale. Nel dicembre 2011, quindi, l’emiro aveva sciolto il Parlamento per la quarta volta in meno di sei anni, in seguito alle proteste senza precedenti contro un esecutivo accusato di incompetenza e di corruzione. Motivo per cui in febbraio si erano tenute le elezioni legislative anticipate. Le stesse che oggi sono state invalidate dalla Corte Costituzionale.

Luciana Coluccello