Italia. Ferrara. “Gli organi di informazione hanno riportato fatti non veritieri su ciò che è accaduto a Ferrara” dichiara Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp che ci fa pervenire la lettera inviata al Ministro Cancellieri. All’interno del testo si trovano anche i link dei video che comproverebbero ciò che il Sindacato di Polizia sostiene.
“Prot. 360/13 S.N. Roma, 29 marzo 2013
Preg.mo Signor Ministro dell’Interno
Dott.ssa Annamaria Cancellieri
Preg.mo Signor Ministro,
la volontà di chiarire quanto accaduto lo scorso 27 marzo a Ferrara, mi obbliga a scriverLe di persona.
Il COISP, sin dal giorno seguente la pronuncia del Tribunale di Sorveglianza di Bologna che sanciva la custodia cautelare in carcere dei quattro poliziotti condannati per il caso Aldrovandi, ha manifestato rispetto per la sentenza e contemporaneo sconcerto per la mancata concessione delle misure alternative, come richiesto dagli avvocati difensori e stabilito dal cd. decreto “svuota carceri”.
La decisione di esprimere solidarietà a quattro poliziotti si è concretizzata esclusivamente per la mancata applicazione nei loro riguardi del citato decreto e che sia così è fin troppo chiaro negli atti, nei volantini sindacali, nelle stesse comunicazioni alle Autorità, etc…
Il COISP NON ha mai inteso manifestare contro qualcuno NÉ, tantomeno, contro la sentenza, peraltro poi parzialmente rivista da altro Tribunale di Sorveglianza che ha concesso gli arresti domiciliari a Monica Segatto.
La ricostruzione dei fatti, appare quindi doverosa:
– Il sit-in di Piazza Savonarola a Ferrara è stato preavvisato dal COISP, con una settimana di anticipo, con una comunicazione inviata alle Autorità cittadine, Sindaco compreso. Nessuna obiezione o rilievo sono stati mossi, né in relazione al luogo, né all’orario, né alle modalità del presidio, il quale si è svolto per la sua quasi totalità, senza alcun problema in un angolo della famosa Piazza.
– Il Sindaco di Ferrara si è presentato in piazza mentre tale sit-in volgeva al termine, in quanto poco dopo era già programmato il Congresso Regionale del COISP dell’Emilia Romagna, preceduto anche da un incontro pubblico sul tema “Poliziotti in carcere, criminali fuori, la legge è uguale per tutti?”, svoltosi alla “Sala Estense” – Circolo dei Negozianti – Palazzo Roverella, sempre a Ferrara.
– Nessun appartenente al COISP ha invitato il Sindaco ad andarsene, ne sono prova i filmati (video disponibile, tra gli altri, su http://www.youtube.com/watch?v=QuAKSIXPCoQ). E’ stato lui ad affermare che lo stavamo cacciando dalla Piazza (video disponibile su http://www.estense.com/?p=288569).
– La discussione con l’Europarlamentare Politto, presente, come altri, per un saluto ai manifestanti ha assunto toni accesi solo quando il Sindaco ha girato le spalle all’esponente politico (http://www.youtube.com/watch?v=QuAKSIXPCoQ), riducendosi ad un alterco tra i due, senza alcun riferimento alle motivazioni dell’iniziativa del COISP.
– Una volta allontanatosi, il Sindaco di Ferrara, rivolgendosi a 3-4 cittadini e poi ad una donna con una telecamera, ha dichiarato (http://www.estense.com/?p=288569) che il COISP aveva scelto “… come luogo della manifestazione la finestra sotto l’Ufficio dove lavora la mamma di Federico Aldrovandi che è dipendente comunale. … Ho chiesto cortesemente di spostarsi di qualche decina di metri perché questa manifestazione non risulti provocatoria …”
La manifestazione quindi, sarebbe potuta risultare provocatoria perché fatta sotto “la finestra” dell’Ufficio dove lavora la signora Patrizia Moretti. Da quel momento il messaggio (falso e diffamatorio!!), giunto anche al Senato della Repubblica, è stato che il COISP stava manifestando contro la mamma di Federico Aldrovandi, sotto la finestra dell’ufficio di questa (cosa non vera, ma il Sindaco può anche non sapere in quale ufficio lavora una sua dipendente, mentre non si accoglie il fatto che il COISP non sapesse nemmeno che la signora Moretti lavorasse in Comune) e contro la sentenza definitiva di condanna a 3 anni e 6 mesi dei 4 poliziotti.
– All’arrivo della Signora Patrizia Moretti l’iniziativa del COISP stava già volgendo al termine ed i presenti si stavano allontanando. La stessa ci ha definito purtroppo e comunque successivamente “vigliacchi” (vedasi rassegna stampa) perché forse si sarebbe preferito uno scontro verbale così che qualcuno avesse potuto ulteriormente strumentalizzare la manifestazione del COISP a difesa del diritto dei 4 poliziotti a vedersi applicate le stesse norme (il citato decreto svuota-carceri) applicate a tutti gli altri italiani..
Le dichiarazioni rese alla stampa e le ricostruzioni giornalistiche, fin da quando eravamo presenti in Piazza Savonarola, hanno volutamente escludere un contraddittorio, una nostra dichiarazione od un intervento, cristallizzando una situazione che, agli occhi di chiunque, sembrerebbe ignobile e grottesca.
Le chiedo, Signor Ministro, di non continuare a cadere nel medesimo tranello.
L’unico interesse del COISP era e rimane quello di fornire un’informazione sul trattamento riservato a quattro poliziotti, condannati ma detentori, fino a che la democrazia resisterà in Italia, di doveri (accentuati dallo status che ricoprono) ma anche di diritti e garanzie di vedere la Legge applicata.
Credere che l’iniziativa del COISP sia stata rivolta contro la Signora Patrizia Moretti è assurdo, come dimostrano tutte le dichiarazioni da sempre rilasciate da questo Sindacato di Polizia e non solo, ma come evidenzia anche una banale logica: la mamma di Federico non ha alcun ruolo nell’applicazione delle misure detentive a carico dei quattro poliziotti condannati. A nessuno, tanto meno al COISP, verrebbe in mente di manifestare contro una madre che ha perso un figlio e, non essendo la Signora Moretti l’oggetto della nostra attenzione, tanto meno lo era il suo posto di lavoro di cui il COISP non poteva conoscere né sospettare l’ubicazione, né informalmente né formalmente.
Chi invece, inevitabilmente, conosceva la situazione, non ha fatto nulla per evitarla se non quando i fatti erano già abbondantemente in corso e già, da questo punto di vista, compromessi.
La ricerca di un dialogo con la cittadinanza di Ferrara durante questo ultimo mese, ha dato una grande risposta positiva in termini di comprensione di quanto il COISP rappresentava.
Manifestare è un diritto di tutti: farlo per pretendere l’applicazione delle norme di legge anche nei confronti dei poliziotti è un diritto anche nostro!
Accusarci di aver manifestato provocatoriamente sotto la finestra dell’Ufficio della mamma di Aldrovandi (ma molti hanno scritto e detto anche sotto casa…), contro di lei e la sentenza di condanna dei 4 poliziotti, è quanto di veramente ignobile è stato fatto, ed è stato fatto da parte di chi sapeva che detto ufficio e la relativa finestra si affacciavano da tutt’altra parte rispetto a dove era il COISP, ma in una piazzetta assolutamente diversa.
La più grave ricaduta di questa vicenda e del modo in cui è stata strumentalizzata, ci riporta a ben prima del settembre 2011, allorquando il Capo della Polizia Antonio Manganelli, aveva chiesto scusa alla famiglia di Federico Aldrovandi a nome dell’Istituzione per quanto accaduto, pur ribadendo che la Legge deve fare il suo corso.
Le chiediamo, quindi, di pretendere che i funzionari che ha inviato a Ferrara per accertare gli accadimenti pongano in essere tutte le attività necessarie ad accertare quanto abbiamo prima sommariamente sottolineato e di volerlo fare ANCHE se alla fine dovesse risultare (perché è questo che emergerà!) che non è il COISP ad aver provocato o ad avere posto in essere una attività deplorevole, ma sono stati invece altri che hanno dichiarato false situazioni così da arrivare a strumentalizzare una manifestazione legittima e corretta sotto tutti gli aspetti e soprattutto ben lontana dalla benché minima volontà di offendere la Signora Moretti ed il suo dolore.
Certi che non ci sarà da parte di alcuno, né tantomeno da parte Sua, la volontà di negare i fatti, rimaniamo in attesa di poter leggere la verità, peraltro già ampiamente descritta dai citati video e da altri.
Il Segretario Generale del COISP
Franco Maccari”

