cna-tavolo1Le imprese laziali presentano qualche segnale di ripresa.  E’ quanto emerge dall’analisi congiunturale  sull’artigianato e sulle piccole e medie imprese riferita al secondo semestre del 2013 presentata questa mattina presso la sede della Cna di Viterbo. Lo studio, che si è basato su un campione di 500 imprese laziali, di cui 80 della provincia di Viterbo, è stato realizzato dalla CNA del Lazio in collaborazione con il Centro Europa Ricerche (CER). Stefano Fantacone, direttore del Cer, ha precisato come “qualche spiraglio di uscita dalla crisi” si cominci ad intravedere sia a livello regionale che su alcuni aspetti, in maniera più accentuata per le imprese del Viterbese. “Il segnale di novità – ha affermato Fantacone – è che dalla fine dello scorso anno il Pil nazionale è tornato  nell’area di espansione, registrando variazioni positive. Non succedeva dal 2011. La nostra previsione è , quindi, una  crescita, seppur modesta (0,8%). Certamente sono dei saggi di crescita del tutto inferiori a quanto è stato perso in passato”. In crescita anche il settore manifatturiero nel Lazio, in linea  con la media nazionale.   Nel settore dell’edilizia, invece,  nel 2014 si aspetta  una caduta dell’attività edile. “Nel 2015 – ha proseguito Fantacone – ci sarà una ripresa modesta nel Lazio rispetto al resto d’Italia”. L’indagine ha tenuto conto, nello specifico, di cinque fattori: produzioni, ordini, fatturato estero, utile lordo. “I saldi sono ancora tutti negativi – ha puntualizzato Fantacone – ma sono molti più bassi rispetto  di quelli del passato. C’è, insomma, un miglioramento visibile, ma sempre all’interno  di una situazione ancora critica. E’ questa la situazione tipica delle fasi di ripresa”. Nel Lazio la propensione ad investire  nel II semestre del 2013 è cresciuta: è al 22% rispetto al 19,6% dei primi sei mesi. “E’ questo il dato più alto  registrato da 3 anni a questa parte – ha commentato Fantacone”.  Le difficoltà, invece, permangono sul fronte lavoro, anche se un miglioramento si evidenzia rispetto alla precedente indagine. Critica resta anche la situazione creditizia: nella seconda metà del 2013 il credito alle imprese si è fermato al 47,4%. A Viterbo  è, invece, al 59,5%. E critiche continuano ad essere le condizioni di accesso al credito.  Inoltre, dall’indagine si evidenzia come le imprese under 40 stanno uscendo meglio dalla crisi, così come quelle dirette da donne o da stranieri, che presentano una maggiore dinamicità.  Si evidenzia anche una domanda forte di politiche  di sostegno per le imprese. “E’ questo  il momento in cui le politiche  devono spingere al massimo” – ha ribadito Fantacone, che ha anche precisato come le imprese chiedano al contempo  anche una semplificazione della macchina amministrativa.  “Qualche barlume di speranza  c’è – conclude Fantacone – Quella del 208-2013 è stata la crisi economica più profonda ed ora, per la prima volta, dopo 5 anni,  registriamo segnali di inversione del ciclo economico. Fondamentale sarà la capacità delle politiche regionali di spingere per la ripresa”.  Lorenzo Tagliavanti, direttore della CNA di Roma e del Lazio ha aggiunto: “Si allarga  la fascia di imprese che guardano  al futuro con occhi positivi”. Ha poi posto l’accento sulla pressione fiscale troppo alta, che sta bloccando  lo sviluppo. “Questo è il momento di investire sulla ripresa- ha affermato Tagliavanti – E’ il momento di dare gas perché così l’impresa aumenterà l’ottimismo per il futuro”. Per Tagliavanti occorrono non solo politiche economiche , ma anche  la razionalizzazione della spesa pubblica. “Da lì- ha rimarcato – nascono le risorse per far ripartire lo sviluppo”. Inoltre, Tagliavanti ha evidenziato come il 30% delle imprese intervistate  chiede la lotta all’evasione fiscale e come il 16% la lotta alla criminalità. “La crisi produce cattiva economia e nella nostra regione, soprattutto a Roma , il malaffare quando c’è la crisi fa tanto affare – ha affermato Tagliavanti –  Ma attenti a non innamorarsi degli ideal tipi: sicuramente innovazione ed internazionalizzazione sono fondamentali , ma non dimentichiamoci  delle attività tradizionali. Il sistema bancario deve poi ridare fiducia alle imprese. Una rondine non fa primavera – ha concluso Tagliavanti – ma è sempre una rondine su un cielo prima pieno di corvi e va, quindi, incoraggiata. E’ importante che si crei un clima di fiducia”. Ha preso, quindi, la parola Angelo Pieri, presidente della Cna di Viterbo e Civitavecchia, che ha parlato del momento difficile che stanno vivendo le imprese. Ha poi aggiunto: “E’ vero che la politica deve fare la sua parte, però voglio dire agli imprenditori  che rappresento di impegnarsi comunque. La normalità è un po’ quella che viviamo oggi, quindi, dobbiamo più velocemente adattarsi alla nuova realtà”.  Infine,  Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, in merito al rapporto con le istituzioni locali, ha affermato che con la nuova giunta comunale sono migliorati  i rapporti  rispetto a prima. “Lunedì  – ha annunciato – avremo un incontro qui in sede con l’assessore Ricci per parlare della questione della chiusura del centro storico, chiusura che, in generale, noi accogliamo favorevolmente”.  Inoltre, Melaragni ha spiegato come le imprese attendino  anche risposte per incentivi che possano riguardare la ristrutturazione degli edifici.

 Wanda Cherubini