Giulio Terzi Ambasciatore e ministro degli Esteri del governo Monti in carica al tempo dello scoppio della vicenda marò e inizio crisi diplomatica tra Italia e India ieri 15 marzo ha partecipato ad un convegno presso il Liceo Scientifico ‘Brunelleschi di Afragola (NA) durante il quale è stato protagonista di un sentito intervento. Nel suo intervento di Giulio Terzi ha rilanciato le sue convinzione in merito alla vicenda che vede protagonisti loro malgrado i due sottufficiali di Marina prigionieri in India da oltre due anni e che poi, lo hanno portato a dimettersi da ministro della Repubblica Italiana. Nel corso dell’incontro sono state esaminate le caratteristiche e gli elementi di pericolosità di un fenomeno quale è la Pirateria Marittima che oggi costituisce una seria minaccia ai liberi traffici internazionali ed è in grado di provocare danni ingentissimi al sistema economico correlato con il trasporto delle merci via mare, con la pesca e con il libero uso delle acque internazionali. Il convengo di Afragola tra l’altro è stato un’occasione di confronto e di approfondimento tra diversi esperti e protagonisti. Persone che ne studiano le cause e i possibili modi per debellarlo ma anche chi in prima persona ogni giorno rischia la propria vita per garantire un diritto legittimo che è quello della libera navigazione. Terzi ha esordito ringraziando il preside Aniello Milo e tutti i convenuti e soprattutto i ragazi del Brunelleschi. L’ambasciatore si è detto contento per i fiocchi gialli affermando che significano che i due nostri valorosi marò devono tornare in Italia subito con onore e senza processi in India senza accuse immotivate dettate da una volontà politica di rendere due italiani aprioristicamente colpevoli di due delitti che probabilmente sono stati commessi da altri devono tornare con onore perché è stato un grande disonore rimandarli in India dopo che avevamo tutti i motivi di tenerli in Italia nel marzo del 2013 dovevamo tenerli per motivi giuridici costituzionali politici avendo l’India violato una delle fondamentali convenzioni che regolano la vita della comunità internazionale cioè la Convenzione sul Diritto del mare. Terzi ha lodato tutti affermando che sono bravissimi ad essere partecipi a questo impegno per riportare in Patria a testa alta due uomini valorosi come Girone e LaTorre. Terzi ha spiegato che i due marò sono due valorosi perché difendevano gli interessi, la vita e la sovranità del nostro Paese in acque infestate dai pirati dell’Oceano Indiano e se ci sono 600 navi all’anno battenti bandiera italiana e solcano in sicurezza quel mare questo è grazie a tanti Salvatore Girone e Massimiliano LaTorre che sono imbarcati su queste navi o imbarcati sulle navi militari che fanno loro da scorta che consentono la protezione della nostra sovranità e dei nostri interessi. Questi Due ragazzi in armi devono tornare in Italia e si deve aprire la strada di un percorso internazionale di un arbitrato obbligatorio al quale il governo italiano è tenuto anche da una risoluzione del Parlamento approvata appena tre giorni fa e che chiede al governo di aprire il percorso dell’arbitrato obbligatorio delle nazioni unite per riportare i nostri uomini in Italia. Terzi ha definito la vicenda in corso una grande sfida che dobbiamo risolvere e che gli è costata le dimissioni da Ministro degli Esteri per contrastare quell’infame decisione nella quale siamo incorsi il 22 marzo del 2013 ma che vedo adesso avere tutte le premesse per essere corrette. Il riferimento è ad una recente intervista rilasciata dal neo ministro della Difesa italiano l’On Pinotti nella quale dice che la difesa è un bene primario dello Stato, e un dovere che lo stato ha nei confronti dei suoi concittadini e questo dovere noi lo abbiamo nei confronti di Massimiliano LaTorre e Salvatore Girone. Terzi poi, nel ri
spondere alle domande poste da uno dei convenuti al convegno, l’avv. Giorgio Carta è stato altrettanto esplicito. L’avv Carta ha chiesto dove era esattamente la petroliera Enrica Lexie nel momento dell’incidente in cui sono morti i due pescatori indiani e cosa è veramente successo quel giorno del febbraio del 2012. Terzi ha risposto affermando che: la risposta non è una risposta data dalle autorità italiane ma è una risposta data dal più alto organo costituzionale esistente in India. La Corte Suprema indiana nella sua sentenza del 18 gennaio 2013 ha stabilito che la nave era al di fuori delle acque territoriali indiane e di conseguenza valeva la Convenzione sul Diritto del mare che prevede che la giurisdizione su una nave di bandiera di un altro stato al di fuori dalle acque territoriali è una giurisdizione di quello stato di bandiera la corte suprema indiana non ha detto evidentemente che la giurisdizione era italiana perché il problema si sarebbe risolto ma nell’affermare che la nave era in acque contigue alle acque territoriali e quindi in acque internazionali ha riconosciuto il principio che esisteva un conflitto di giurisdizione tra Italia e India di conseguenza continua la sentenza il governo indiano e il governo italiano erano invitati a risolvere bilateralmente questa vertenza citando anche l’art 100 della suddetta convenzione del diritto del mare che obbliga a questa forma di collaborazione. Il governo italiano ha attivato questa procedura chiedendo a quello indiano di avviare le consultazione che le ha rifiutate e l’Italia a quel punto ha esperito la strada dell’arbitrato obbligatorio trattenendo i due marò. Terzi si è soffermato anche sulla fattispecie delle indagini e del processo che hanno riguardato i due marò affermando che: Da due anni questi due militari italiani sono ostaggio in India, trattenuti in India senza nessuna prova ancora emersa nei loro confronti perché la stessa perizia balistica effettuata dalle autorità indiane senza accettare neanche la presenza di esperti italiani non dice nulla. La perizia non ha detto che sono i proiettili italiani che hanno ucciso i due pescatori indiani è una perizia balistica inconclusiva. Le indagini vengono tenute aperte unicamente perché questo è un processo politico che serve alla politica interna indiana per far vedere quanto muscolosi sono i partiti nazionalistici di quel Paese contro un Paese che è uno dei primi sette del mondo cioè l’Italia Questa è la verità politica che sta dietro a questa vicenda.
Qui di seguito la registrazione audio dell’intervento di Giulio Terzi effettuata nel corso del convengo tenuti il 15 marzo al Liceo Brunelleschi di Afragola


